I Comunisti Italiani denunciano con forza la sconcertante e assurda vicenda legata ai lavori del 6° Macrolotto del maxi-appalto dell’A3 SA-RC, che inizialmente prevedeva la costruzione di un tratto di autostrada dalla galleria di Scilla fino allo svincolo del Porto di Reggio. Poi, però, il tracciato è stato incredibilmente mutilato e ristretto fino allo svincolo di Villa San Giovanni per volere del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, che ha chiesto e ottenuto lo “stralcio” dell’ultima parte del tracciato del 6° Macrolotto condannando, cervelloticamente, il tratto autostradale della città di Reggio a una condizione vetusta e senza prospettive.
Proseguiamo. L’importo per i lavori è di circa 700 milioni di euro e, a pieno regime, sono previste 700 – 800 unità lavorative.
L’appalto è stato affidato al Consorzio SA-RC composto dalle grandi aziende nazionali Impregilo e Condotte.
L’85% dei lavori può essere dato dal Consorzio ad aziende, tecnicamente dette, affidatarie. Un eufemismo per non dire che si tratta di subappalti. A loro volta, le imprese affidatarie possono, addirittura, subaffidare. Quindi, traducendo e alla faccia della trasparenza, si tratta di subappalti dei subappalti.
In questa circostanza l’affidamento è stato effettuato a favore di un’ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) composta da 3 aziende, vale a dire: l’impresa Foglia SpA, l’impresa Italcoge SpA e il Consorzio Erea, composto, a sua volta, dall’azienda Ricci Costruzioni e dall’azienda Europea 92.
Si faccia caso. I lavori del 6° macrolotto sono iniziati nel mese di maggio 2008 con sbancamenti presso lo svincolo di Villa San Giovanni, con i relativi e conseguenti disagi sia per la sicurezza che per la viabilità. E, in quello specifico tratto, avrebbero dovuto essere impegnate circa 200 unità lavorative. Invece, siccome qui da noi si campa d’aria e di mazzette, i lavoratori utilizzati sono stati appena 50.
E non è finita. La ditta Foglia SpA il 2 agosto ha sospeso i lavori per la pausa estiva e da allora non ha ripreso l’attività. Circa 20 lavoratori a casa senza alcuna motivazione plausibile.
La ditta Italcoge SpA, che prima della pausa estiva, utilizzava circa 15 operai nel cantiere, adesso ha ripreso i lavori con 8 operai. Tutti gli altri a casa.
Il Consorzio Erea, l’unica azienda che ha mantenuto il precedente livello occupazionale, sta effettuando i lavori dell’imbocco della galleria Piale, direzione Nord, con 15 operai.
Sostanzialmente dei 50 lavoratori iniziali, allo stato operano circa 23 operai. Ben lontani dai 200 – 300 previsti e, addirittura, meno della metà di quelli in attività fino a qualche settimana fa.
Perché tutto questo?
Dunque, il Consorzio SA-RC (Impregilo e Condotte) ha formalmente diffidato l’ANAS: se entro il 20 settembre 2008 non avesse proceduto alla revisione prezzi, avrebbero abbandonato i lavori del 6° Macrolotto. Allo stato, i lavori sono sostanzialmente fermi e di conseguenza vi è il rischio che si fermino anche quelli del 5° Macrolotto Gioia Tauro-Scilla, trattandosi dello stesso Consorzio appaltante.
I sindacati di categoria Filca-Cisl e Fillea-Cgil, con in testa il segretario provinciale della Filca, Nino Botta, stanno giustamente denunciando, a tutti i livelli, quest’andazzo grave e pericoloso; con l’aggiunta delle pesanti difficoltà ambientali legate alla presenza della ‘ndrangheta che spadroneggia e condiziona l’attività lavorativa in tutti i cantieri della SA-RC.
Basta ricordare la grave intimidazione subita, qualche giorno addietro, da un operaio che ha dovuto assistere, sotto la minaccia di due balordi a volto coperto, all’incendio del proprio camion.
In tutto questo il principale attore della vicenda è muto.
Infatti l’ANAS non parla. Dovrebbe intervenire ad ogni livello, per garantire sia i lavoratori che le popolazioni, e,invece, è inerte e immobile come una mummia. Addirittura, il presidente dell’ANAS, Pietro Ciucci parla e straparla solo del Ponte, andando in deliquio per la posa della prima pietra immaginata con efferata fantasia nell’anno 2010.
Per il resto nulla, sull’A3 il presidente Ciucci tace, un silenzio grave ed assordante.
Siccome, infine, al cinismo dei potenti non c’è mai fine, succede anche questo: nel campo base (direzione, uffici, amministrazione, mensa, dormitori, ecc.) del 6° Macrolotto, che si trova a S. Trada, sono incredibilmente impiegate almeno 80 (dicasi ottanta) unità (sic). Insomma, ci sono più impiegati che operai. Così vuole l’Anas, l’ultima monarchia assoluta dell’Europa.
Questo accade quando c’è un governo nazionale, come quello di Berlusconi, nemico giurato delle popolazioni meridionali ed oggettivamente funzionale alle ragioni e agli interessi della ‘ndrangheta.
I Comunisti Italiani nel denunciare quest’assurda situazione dai risvolti gravi ed inquietanti, sia sul tema occupazionale che della sicurezza e dell’ordine pubblico, chiedono l’intervento del Prefetto affinché questa vicenda sia, finalmente, adeguatamente affrontata in tempi urgenti.
Reggio Calabria lì 19 settembre 2008
IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA
Ivan Tripodi




