di Elia Fiorenza – «All’inizio del nuovo millennio, mentre si chiude il Grande Giubileo in cui abbiamo celebrato i duemila anni della nascita di Gesù e un nuovo tratto di cammino si apre per la Chiesa, riecheggiano nel nostro cuore le parole con cui un giorno Gesù, dopo aver parlato alle folle dalla barca di Simone, invitò l’Apostolo a « prendere il largo » per la pesca: « Duc in altum » (Lc 5,4). Pietro e i primi compagni si fidarono della parola di Cristo, e gettarono le reti. « E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci » (Lc 5,6).
Duc in altum! Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre! (Eb 13,8) ».
Esattamente con i pensieri della Lettera Apostolica “Novo Millennio Ineunte” di Giovanni Paolo II, Sua Eccellenza Reverendissima, Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri – Gerace, ha trascorso momenti di fraternità con i dieci seminaristi della Sua diocesi.
L’iniziativa, voluta dallo stesso Presule, è stata predisposta per dare importanza, durante i diversi incontri, non solo l’entusiasmo della fede e l’amore fraterno, ma anche la decisione e la scelta di seguire Cristo in una vocazione consacrata.
Quella si di incoraggiare i giovani a una scelta vocazionale è stata una preoccupazione anche di Giovanni Paolo II e dello stesso Consiglio per i Laici.
Monsignor Fiorini Morosini, accompagnato, anche, dal rettore del santuario Mariano, don Enzo Chiodo, quindi, ha particolarmente invitato i seminaristi, futuro della chiesa locridea, ad orientare la propria vocazione e missione per il servizio da rendere alle nostre comunità locali. Rendendosi profondi nell’amore seguendo Cristo buon pastore, ha chiesto forte maturità umana e chiara pienezza spirituale per il sevizio all’uomo concreto.
L’incontro si è svolto nella mistica cornice naturale dell’Eremo dedicato alla Vergine della Stella, luogo autenticamente adatto alle riflessioni e ai tanti giovani in ricerca di un qualcosa di positivo e propositivo per il giusto cammino della propria vita.
L’impegno comune che ne è scaturito: “farsi promotori di una nuova cultura vocazionale atta a riscoprire che ogni uomo è chiamato a realizzare la propria vita scegliendo di amare Dio e di servirlo nei fratelli”.




