“Dallo scorso 29 giugno, le sale del Museo Nazionale della Magna Grecia si sono arricchite di prestigiosi reperti selezionati dalla raccolta egizia di Giuseppe Acerbi: un evento altamente significativo per i reggini ed i turisti, che si apprestano non solo ad ammirare testimonianze di un’altra antica civiltà, bensì a vivere la reale essenza dello scambio culturale”. Il consigliere comunale Giuseppe Plutino commenta così la recente inaugurazione della mostra “Aegyptiaca: dal Nilo allo Stretto” che si potrà ammirare in riva allo Stretto sino al 28 settembre. “Un percorso dai ricchi contenuti – specifica ancora il consigliere – la cui espressività fa intraprendere al visitatore un viaggio nell’eloquenza culturale di una delle più raffinate arti che il mondo abbia conosciuto. Ma la peculiarità di questa mostra è da individuare, senza dubbio, nell’iter che ha consentito il suo allestimento a Reggio Calabria. Il passaggio fondamentale, infatti, – prosegue Plutino – va ricercato nella capacità dell’Amministrazione Scopelliti ad instaurare con il comune di Mantova rapporti improntati al dialogo ed alla sinergia, presupposti che costituiscono una solida base dalla quale, spesso, scaturiscono progetti condivisi ed indirizzati alla crescita ed allo sviluppo di una comunità. La chiave di lettura di ‘Aegyptiaca’, quindi, oltre che dal punto di vista prettamente culturale e didattico, va anche nella direzione di un impegno strutturato, improntato ad una politica oculata di prestiti che intende aggiungere un ulteriore tassello alle azioni di promozione del nostro territorio, sempre sostenute dal Primo cittadino. Inoltre, questo scambio, che ha portato a Mantova importanti reperti provenienti dal Museo reggino per l’esposizione ‘La forza del bello’ e, appunto, nella nostra città parte della collezione Acerbi, costituisce, altresì, una dimostrazione di come il lavoro condotto all’insegna del confronto superi gli steccati ideologici che potrebbero separare due amministrazioni di opposto colore politico, divenendo un valido esempio in merito la valorizzazione dei beni culturali e del rispettivo patrimonio di appartenenza, e nel contempo avvicini, con il vigore che caratterizza il raggiungimento di un medesimo obiettivo due differenti realtà”. (Roto San Giorgio)




