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    Reggio: sul Psc è lite aperta. La risposta di Martino a Porcino

    Riceviamo e pubblichiamo

    Ho notato che l’assessore comunale all’Urbanistica Porcino sulla questione del Piano strutturale comunale ha volutamente spostato l’attenzione dal concreto al comodo rifugio del formalismo.

    Mi è d’obbligo, infatti, richiamare l’assessore sulla inopportunità dell’uso di espressioni che suonano come irriguardose nei confronti di chi con correttezza ed impegno svolge il proprio ruolo di consigliere comunale di opposizione. E che non possono essere considerate titoli di merito per chi svolge delicate funzioni all’interno del governo cittadino.

    Una annotazione la mia che è lungi, però, dalla rassegnazione al cospetto della ritrosia al confronto,  che ultimamente si rinviene sempre più spesso, ai vari livelli, nei comportamenti di chi ricopre incarichi istituzionali.

    Non ho affatto apprezzato la lezioncina sotto forma di escursus normativo dell’assessore Porcino: si tratta di una serie di informazioni ovvie e risapute dagli addetti ai lavori. D’altro canto, non risponde assolutamente a verità che negli anni precedenti all’amministrazione di centrodestra il settore della Pianificazione territoriale sia stato caratterizzato da “assoluto immobilismo”. Infatti l’attività di studio del territorio era già stata iniziata dalla Giunta Falcomatà.

    Pertanto, vorrei chiarire che la mia iniziativa era tesa a stimolare l’attuale amministrazione – quanto “virtuosa” vedremo nei prossimi mesi – ad accelerare al massimo le procedure per giungere al più presto al varo del Psc. Anche in considerazione del fatto che nel documento intitolato “Verso il Piano strutturale comunale”, approvato dalla Giunta comunale con delibera numero 148 del 26 marzo 2007 e successivamente dal Consiglio comunale a maggioranza con delibera numero 5 del 29 febbraio 2008, risulta che sul nostro territorio sono in corso 30 nuove lottizzazioni, di cui ben 10 sono all’Ordine del giorno per la loro definitiva approvazione nel prossimo Consiglio comunale.

    Negli ultimi anni non si è, inoltre, disdegnata l’approvazione di varianti parziali al Piano regolatore, per le quali sono convinto sia auspicabile una moratoria al fine di evitare nuovi ed ulteriori stravolgimenti del territorio prima della redazione del Psc.

    Infine nel documento si legge che la nostra è una “città a rischio di implosione”. I progettisti del Piano (i professori Karrer, Colombo e Moraci) scrivono: “Spesso il pericolo che una città possa implodere viene volutamente accentuato perché se ne prenda coscienza e, di conseguenza, si  attuino le politiche idonee a fugarlo in anticipo rispetto al suo concreto manifestarsi. Probabilmente il caso di Reggio Calabria è diverso: il fenomeno dell’implosione è in atto anche se la consapevolezza appare ancora latente”. Da queste affermazioni emerge la necessità di una rapida approvazione del Psc.

    I tre progettisti definiscono poi essenziale la realizzazione per la nostra città di una nuova tangenziale. Mi corre l’obbligo di ricordare all’assessore Porcino, forse poco informato, che il governo Berlusconi ha recentemente stornato i fondi che il centrosinistra aveva destinato alla progettazione della circonvallazione. Un atto da parte del Governo “amico” di Reggio e della sua Giunta, che è stato incassato da Scopelliti e dalla sua maggioranza nel più totale silenzio.

     

     

    Il capogruppo dei D.S. in Consiglio comunale

                                                                                                dott. Demetrio Martino