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    I Molè erano divisi su risposta ad omicidio Rocco

    Dopo l’omicidio di Rocco Mole’, i suoi fratelli Domenico e Girolamo assumono posizioni diverse sulla ”risposta” da dare ai Piromalli. ”Ammazzateli tutti” dice Domenico, mentre piu’ cauto appare Girolamo, cui gli investigatori attribuiscono il ruolo di ”testa pensante”. ”Ricordate – dice ai suoi – che abbiamo cento anni di storia e di legami con i Piromalli che non possiamo cancellare. Dobbiamo sapere aspettare”. La circostanza e’ emersa nelle indagini condotte dalla squadra mobile di Reggio Calabria che ha portato ai fermi eseguiti in collaborazione con i Ros. ”Girolamo Mole’ – ha detto il pm Salvatore Boemi – capisce di non avere molte frecce, comprende il pericolo che corrono figli e nipoti in una lotta impari e detta una sorta di politica delle alleanze”. Mole’, infatti, suggerisce ad uno dei figli di avvicinare la figlia di un potente boss di Rosarno, il cui esito non e’ pero’ riscontrato. ”Girolamo Mole’ – ha detto Boemi – cerca di riequilibrare i rapporti con i nemici-parenti alla luce anche di quello che appare come un vero e proprio accordo di cartello tra i Piromalli e gli Alvaro, i quali riescono ad entrare nelle attivita’ portuali grazie ai buoni uffici dell’ imprenditore Pietro D’Ardes e mettono le mani sulla All service cui aspiravano i Mole”’. ”I Mole’ – ha spiegato un investigatore – chiedono la loro parte, ma ancora una volta rimangono a bocca asciutta. In questo clima, dunque, matura l’uccisione di Rocco Mole’, un atto che sancisce in maniera simbolica e sanguinosa l’eclissi di un gruppo criminale fino poco tempo fa temutissimo”. (ANSA).