Prosegue l’azione per l’internazionalizzazione delle imprese messa in campo da Confindustria Reggio Calabria.
Una serie di iniziative, avviate nel mese di maggio, con la “Country presentation Tunisia” e culminate nella missione economica, svoltasi nel mese di giugno nello stato del Nordafrica, che ha riscosso un ragguardevole successo con la partecipazione di circa 90 imprese.
Per dare immediato seguito alla missione imprenditoriale, Confindustria Reggio Calabria ha messo a disposizione degli associati che intendono intraprendere questo delicato, quanto importante, percorso, uno sportello informativo presso la sua sede sociale, di via Torrione.
Un valido strumento per offrire consigli ed assistenza alle aziende di tutta la provincia che si apprestano ad operare nel bacino del Mediterraneo, entrando a far parte del mercato internazionale.
La consulenza, è stata offerta da Hechmi Chatmen, referente in Italia per la FIPA (Agenzia governativa per l’Attrazione degli Investimenti esteri in Tunisia), con il supporto di Pier Luigi D’Agata, direttore di Assafrica & Mediterraneo (storica associazione del sistema confindustriale specializzata nel supporto alle imprese in Africa ed in Medio Oriente).
Una proficua apertura verso l’importante processo di internazionalizzazione voluta dal nuovo presidente di Confindustria Reggio Calabria, Francesco Femia.
“Credo fortemente nell’attivazione di percorsi per l’internazionalizzazione delle imprese reggine – ha affermato Femia. Durante la missione in Tunisia i nostri imprenditori sono entrati in contatto con gli imprenditori di quella terra e con gli operatori dei vari settori riscontrando piena disponibilità e grande professionalità. Gli incontri, che con il direttore Nicodemo Furfaro, abbiamo avuto con le autorità locali, e con gli alti funzionari del Ministero degli affari esteri e con l’ambasciatore italiano, Antonio D’Andria, hanno costituito un momento di confronto e di condivisione importante. Anche con l’associazione dei costruttori tunisini vi è stato un fruttuoso scambio di idee che sicuramente sarà foriero di una significativa collaborazione.
Alcuni imprenditori hanno già avviato le loro società in terra tunisina, luogo che offre grandi opportunità per gli incentivi offerti dal governo tunisino, per il basso costo della manodopera, del petrolio e dell’energia elettrica, sulla quale si risparmia mediamente il 50 per cento rispetto all’Italia: un’opportunità che le aziende calabresi non possono assolutamente farsi sfuggire. La Tunisia è un paese in forte crescita – ha concluso il Presidente – e voglio ringraziare Pier Luigi D’Agata per il supporto offerto ai nostri associati”.
“E’ il momento giusto – ha spiegato D’Agata – per entrare a far parte di questo importante centro di interesse economico. La zona di libero scambio con la Tunisia è in forte incremento. Sono notevoli i progetti di sviluppo in via di attuazione, in partenariato tra le imprese reggine e tunisine, che daranno vita, nei prossimi anni, ad un incremento sullo sviluppo economico di tutto il territorio della provincia”.
Grande l’entusiasmo anche da parte di Hechmi Chatmen: “Questo è un contatto importantissimo, un incontro tra le due sponde del Mediterraneo che cominciano a conoscersi ed a realizzare opportunità. Dal 1987 la Tunisia sta vivendo anni di grande crescita”.
Successivamente Hechmi Chatmen ha fornito una serie di dati molto importanti: “Nel Mediterraneo ci sono ben 600 milioni di consumatori, sono oltre 652 le imprese italiane che attraverso i beni prodotti in Tunisia riescono a rendere più competitiva la propria attività in Italia ed a penetrare con più facilità il mercato internazionale. Basta poco per comprendere che da qui è tutto un crescendo: si aprono nuovi orizzonti sul mercato e, soprattutto, per lo sviluppo tecnologico. La Tunisia sta concentrando ricchezze e prospettive per il futuro che si preannuncia roseo con oltre 35 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture ed opere di vario genere. Si alza il livello di interscambio tra Italia e Tunisia che conferma un secondo posto con un volume che supera i cinque miliardi di euro annui”.




