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    Scarfone-Provincia: continua la polemica

    Riceviamo e pubblichiamo
    Se non ricordo male, qualche anno addietro, un tale Socrate, non so se i “fidi” e soprattutto “saggi” consiglieri del Presidente Morabito lo conoscono, si rese conto che tutti "credevano di sapere" mentre lui affermava di "sapere di non sapere". In poche parole questo “povero tizio” intendeva dire che le presunte verità che erano date per certe erano in realtà verità inautentiche, la verità doveva ancora essere raggiunta. Queste sue considerazioni furono motivo di destabilizzazione sociale e politica ed attirarono, su questo “pover uomo”, la satira e il disprezzo della società, tanto da essere condannato a morte per le sue idee. Nel leggere la nota che i “fidi” e soprattutto “saggi” consiglieri del Presidente Morabito hanno scritto, sono stato fortemente tentato a voler chiamare la mia cara professoressa Dina del liceo (ormai in pensione, che con l’occasione saluto e ringrazio) per capire se l’essere definito ignorante dagli ignoranti può essere motivo di orgoglio. Comunque alla fine le ho evitato il disturbo, in queste calde giornate, visto che la querelle nata sui Centri per l’Impiego non è poi così nobile, ma solo frutto di incapacità politico/amministrativa.Ammettere di essere stati costretti a “spendere” delle somme onde evitare di perderle potrebbe apparire virtuoso, però mi chiedo se lo sia altrettanto aspettare la scadenza dei termini per spendere quelle risorse. Vengono citate “pastoie burocratiche” regionali che avrebbero bloccato questi fondi. La verità è che quelle “pastoie burocratiche” le ha create la Provincia. Bastava attenersi al piano provinciale del lavoro redatto dalla dott. Sarlo (INTELLIGENTI PAUCA) in cui era prevista la continuità del servizio già in atto presso i Centri per l’Impiego. La Provincia di contro ha deciso di sospendere i servizi a dicembre del 2006 per fare un nuovo bando con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: la sospensione dell’importante servizio ai disoccupati e la fretta di dover firmare dei contratti onde evitare di perdere le risorse. Allora mi chiedo: non si sarebbero raggiunti maggiori risultati spendendo queste risorse per offrire servizi ai disoccupati per 18 mesi anziché per poco più di 3? In conclusione la mia non voleva essere, e non lo è ancor oggi, una polemica di carattere politico/partitica anche e soprattutto perché sono convinto che quando si tratta di lavoro bisogna avere un profondo rispetto aldilà del colore politico. Se solo avessi voluto farlo avrei potuto invitare a rileggere l’intervento del Presidente del Consiglio Provinciale Giordano che sicuramente non è della stessa mia parte politica.Quanto a Bolzano, sono certo che lì nessuno sarebbe stato così “lento” da fare accadere una brutta storia come questa.   Beniamino Scarfone