• Home / CITTA / Reggio Calabria / Reggio e l'Erasmus: l'associazione ESN presenta un sondaggio

    Reggio e l'Erasmus: l'associazione ESN presenta un sondaggio

    Aria di Erasmus si respira all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, infatti il 13 Maggio si è chiuso il termine per la presentazione delle domande per accedere alle borse del progetto LLP Erasmus, e il 23 Maggio quelle per accedere al nuovo progetto Erasmus Placement. Lo staff di ESN Reggio Calabria, nel corso delle iniziative presso le facoltà reggine, ha raccolto dati per fornire un’istantanea del mondo Erasmus presente all’interno della Mediterranea, progetti e paure degli studenti che si avvicinano a questo progetto.
    Il primo dato che emerge chiaramente dall’analisi è che la voglia di partire erasmus è presente, infatti tra gli studenti che si sono avvicinati e hanno chiesto informazioni il 73% ha mostrato un reale interesse, contro un 27% di studenti che ancora dovevano riflettere sulla scelta. La geografia delle destinazioni Erasmus che emerge dall’analisi dei questionari compilati è più semplice dell’offerta a disposizione degli studenti, in quanto di fronte ad una scelta che all’interno dell’Ateneo varia su ben 11 Paesi europei, le preferenze sono pressoché indirizzate verso la Spagna, che oltre al divertimento, al clima e al modo di vivere simile a quello nostrano, sul profilo didattico risulta decisamente apprezzata. Non c’è da stupire quindi se la Commissione Europea definendo la classifica con il più alto numero di studenti Erasmus, tra i primi 20 atenei per volume di studenti borsisti erasmus in arrivo ben 13 sono spagnoli. A distanza dal primo posto, troviamo Francia, e il Regno Unito, mete da sempre apprezzate per i loro sistemi universitari, per la cultura. Negli altri posti della classifica un approfondimento meritano Paesi quali la Germania, l’Olanda e i Paesi scandinavi. Queste mete sono maggiormente gettonate nelle facoltà tecniche,  per il loro sistema universitario e per una forte connessione con le imprese sul loro territorio, a differenza di giurisprudenza che rimane legata alle prime tre destinazioni in elenco, benché i suoi studenti possano beneficiare di borse erasmus solo per la Spagna.
    I dati riguardanti la propensione allo studio delle lingue, rispecchiano la diffusione delle principali lingue europee, sono la lingua inglese che raccoglie la metà dei consensi, la lingua spagnola considerata più semplice di altre nell’apprendimento, e le la lingua francese, seguite a lunga distanza dal tedesco e dal portoghese.
    Le motivazioni che spingono uno studente a svolgere un periodo dei suoi studi universitari all’estero sono tra le più varie, ma riconducibili ai seguenti punti: la volontà di vivere un’esperienza nuova, confrontarsi con culture differenti, studiare in sistemi universitari differenti e di mettersi alla prova in un paese straniero, con tutte le difficoltà di una lingua e di una cultura straniera. L’altra parte della medaglia, ovvero le cause che frenano le partenze vanno rintracciate nella riforma che ha interessato il sistema formativo universitario e nelle crescenti difficoltà economiche con cui le famiglie devono fare i conti. La riforma universitaria del 3+2, aumentando il numero di materie, ha creato una difficile situazione dove gli studenti rischiano, forse fin troppo spesso, di finire fuoricorso. Se a questa situazione, si somma la mancanza di un sistema certo di riconoscimento delle materie date presso l’Università straniera, ecco comprensibili le titubanze degli studenti di fronte ad un esperienza universitaria che varia da sei mesi ad un anno in un paese straniero. Non di minor conto risultano essere i problemi economici, poiché le borse di studio non sono quasi mai sufficienti a coprire le spese sostenute in erasmus, malgrado il contributo oscillante tra i 400 e i 500 euro mensili più volo aereo, nella Mediterranea uno dei più alti tra gli atenei italiani. Tali preoccupazioni e limitazioni sono diffuse su tutto il territorio europeo, e l’obettivo dell’Unione europea di arrivare a tre milioni di studenti Erasmus entro il 2012 rischia di rimanere solo un sogno.
    Tuttavia il progetto risulta essere uno di quelli più riusciti della Commissione Europea, e il trend sebbene in leggera flessione rimane tuttavia positivo negli ultimi anni.