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    Dagli ex orientatori della Provincia di Reggio

    Riceviamo e pubblichiamo 

    Cogliamo l’occasione per ringraziare Beniamino Scarfone che ha pubblicamente espresso il pensiero di tutti noi e per approfondire alcuni punti sostanziali in merito alla tanto sbandierata trasparenza utilizzata nella selezione del personale da destinare ai Centri per l’ Impiego.Dai verbali della Commissione esaminatrice si evince che su 10.900 candidature, 9.000 sono state ritenute non idonee e che per valutare TUTTE le domande sono state impiegate soltanto 31 ore. Per valutare dunque un curriculum  amorevolmente ma faticosamente arricchito nel corso di una vita, è bastata una manciata di secondi…Una manciata di secondi per vedere stroncati anni di sacrifici, di rinunce e acrobazie funamboliche sul filo del tempo per riuscire a conseguire titoli che sono stati considerati carta straccia. Con conseguenze che sono facilmente immaginabili: master e corsi universitari non valutati, o ritenuti non attinenti, quando invece sono più che specifici, esami di idoneità della lingua straniera sostenuti nelle Università italiane che  non sono ritenuti sufficienti ad attestarne il livello di conoscenza, lauree per alcuni non ritenute umanistiche e per altri invece si… Ed altro ancora… Inoltre i quattro punti che richiedevano il possesso dei requisiti formativi sono stati modificati in sede di commissione, aggiungendo titoli specifici, per meglio poter falcidiare il maggior numero possibile di candidati e velocizzare così la selezione. Per ben due volte la Commissione esaminatrice volte ha modificato i quattro punti dell’ articolo 8 del bando e senza nessun avviso che rendesse pubbliche tali modifiche, in barba alla tanto decantata trasparenza… Tutto ciò con lo scopo di limitare il numero dei partecipanti, snellendo l’iter selettivo!Questa clausola contenuta nel bando oltre ad andare contro il principio della massima partecipazione dei candidati ai concorsi pubblici è oltremodo illogica e superflua poiché chiaramente la selezione era volta alla ricerca di ESPERTI di comprovata competenza e l’unico criterio selettivo plausibile si sarebbe dovuto basare sul possesso di esperienze pregresse nei settori di interesse del bando. Vor remmo chiedere, inoltre, che fine hanno fatto i principi dell’efficienza, efficacia ed economicità della gestione amministrativa. Il servizio erogato presso i Centri per l’Impiego è rimasto sospeso per 18 mesi con conseguente perdita di credibilità degli operatori  e fiducia da parte degli utenti. In più, la nuova selezione, con la nomina di una super commissione, ha comportato un dispendio economico non indifferente e del tutto inutile visto che le precedenti graduatorie sono ancora valide fino al 31 dicembre  2008. La conclusione è soltanto una: gli ex collaboratori dovevano essere esclusi ad ogni costo.E non importa che i nuovi collaboratori non abbiano alcuna esperienza nel settore, l’importante è  che abbiano comprato la patente europea o il corso di lingua, titoli che possono essere ritenuti attinenti soltanto ad alcuni profili professionali ma che, per fare orientamento, sono totalmente inutili.  Se questa è la Giustizia allora come possiamo sentirci tutelati? E’ come cozzare contro un muro e l’impotenza, giorno dopo giorno, ci soffoca fino ad annichilirci, rendendoci privi di qualsiasi entusiasmo ed ambizione…Viviamo in una società che non premia gli sforzi fatti e i risultati ottenuti ma continuamente ci sottopone a umiliazioni e vessazioni. In Calabria non c’è futuro e chi, come noi, tenta di alzare la testa e di ribellarsi a questo stato di cose, viene subito messo a tacere. Molti di noi stanno già pensando di and are via, per poter finalmente mettere a la propria cultura e professionalità a disposizione di chi sa apprezzarla. Ma non abbiamo più vent’anni (alcuni neanche più trenta!), abbiamo mariti, mogli, figli…Fino a quando non si riuscirà a capire che, perpetrando la logica della raccomandazione e del servilismo politico a discapito delle reali capacità e qualità di ognuno di noi, non si fa altro che scavare e rendere più profondo il baratro che separa la Calabria dal resto dell’Italia e dell’Europa e non si verrà mai fuori da questa situazione di degrado morale, corruzione e arretratezza. E noi poveri illusi siamo condannati a fare la fine di Prometeo che ha osato sfidare gli Dei, rubando loro il fuoco divino e che, per questo, ogni giorno doveva dare in pasto il proprio fegato a un’aquila. Con la differenza per& ograve; che noi non abbiamo rubato niente a nessuno ma che, al contrario, abbiamo sempre dato  il nostro meglio, ricevendone in cambio un compenso esemplare!  E ancora, in merito alla  pronuncia del TAR  ( non c’è nulla di definitivo visto e considerato che la sentenza è stata rinviata a novembre quando ormai i progetti saranno giunti a conclusione!) ci balzano in mente una serie di domande che non fanno altro che accentuare il senso di amarezza, delusione e impotenza nei confronti di una Amministrazione nella quale, in veste di cittadini e non solo di ex consulenti, avevamo riposto la nostra fiducia.Ci chiediamo: ma cosa avranno mai da esultare? Capiamo che debbano tentare di “ripulire” la loro immagine di f ronte all’opinione pubblica, ma questo giubilo e questa velata ironia sono totalmente fuori luogo. Lasciamo perdere il dubbio amletico su chi ha torto e chi ha ragione. Vorrei soltanto ricordare ai nostri Signori Amministratori che il nome di ogni escluso non è soltanto inchiostro su carta ma identifica una PERSONA, una vita con  sogni, speranze, progetti. Ogni nome porta con sé una storia, con piccole e grandi necessità, piccoli e grandi problemi quotidiani…E allora ci chiediamo ancora se i nostri Signori Amministratori possano soltanto intuire i sentimenti che ognuno di noi oggi sta provando… Ma la risposta è scontata: tra coscienza e politica c’è l’abisso. Almeno abbiano rispetto per la dignità delle PERSONE e ci evitino, cortesemente, l’ironia. Ex Collaboratori dei Centri per l’Impiego di Reggio Calabria