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    Bancarotta Asp Reggio, Azzarà (Uil) durissimo: "Spesi 250.000 euro in tre mesi per tre consulenti!"

    azzaranuccioDurissima presa di posizione dell'Uil-Fpl, per tramite di una nota diffusa dal segretario provinciale, Nuccio Azzarà, sulla voragine da 500 milioni di euro denunciata dal commissario straordinario dell'Asp reggina, Cetola. Azzarà attacca senza mezzi termini quella "ottusa politica che conta, che si autodefinisce progressista e benpensante, che bisticcia di giorno e inciucia di notte, diuturnamente preoccupata di come accostare i colori della cravatta con quello  dei pedalini". "Fuori i nomi dei responsabili del disastro", chiosa Azzarà. Di seguito la nota completa

    La città si sveglia ed improvvisamente si accorge che la  drammatica situazione contabile-organizzativa riguardante l’ASP non era un brutto incubo ma la pura e semplice realtà.  Si scuote e vede che realtà virtuose come quella rappresentata dall’hospice in questo lembo d’Italia non hanno diritto d’asilo, che la sicurezza di 200.000 abitanti sono affidate a tre vetuste ambulanze.  Questa O.S. si domanda a cosa sono servite le numerose e dure azioni di lotta, di protesta e di denuncia che negli anni sono state poste in essere per arginare malaffare, insipienza e malcostume che copiose si sono annidate nell’ex AASSLL  10 e 11 e da poco tempo nella neonata ASP.  La voragine, e non il buco, da 500 milioni di Euro non si è concretizzata in un fiat, questa è conseguenza di un viaggio nel tempo che bisogna percorrere molto a ritroso, dove sono certificabili atti ignominiosi da ascriversi all’attività sia del centro destra che del centro sinistra. Tali nefaste performance per realizzarsi necessitano di impegno e complicità diffuse anche nell’ambito di parte del sindacato, tutti intenti a mandare in scena   la commedia del “ colti di sorpresa” . Che l’ASP è allo sbando è di dominio pubblico, da anni lo denunciamo in tutte le salse, come da tempo ridicolizziamo i maldestri e goffi tentativi dei paraninfi della politica che vorticosamente si sono avvicendati alla regia di questa martoriata Azienda, concretizzando sempre e solo maggiori quote di malcostume e deficit. Vertiginose appaiono le spese che nel tempo Direttori Generali o Commissari hanno devoluto-elargito per consulenze anche finalizzate al controllo dei pignoramenti (ormai famosi i 250 mila euro ultimamente spesi per tre consulenti in tre mesi di attività). Eppure a sentire ogni Manager che si è succeduto sulla plancia di comando, anche in versione conferenza stampa, a parte il largo spazio dedicato alle nefandezze dei predecessori ed alla drammatica situazione ereditata, è sembrato di avere di fronte un demiurgo capace di invertire la tendenza al disastro. Nell’impegno duro e severo, quasi solitario, di questa O.S. contro una politica locale e regionale che nei fatti ha dimostrato di volere il fallimento della sanità pubblica reggina, molte le “traversie” a cui si è dovuti andare incontro, comprese le denuncie di qualche D.G. che da “carnefice della sanità” intendeva passare per “vittima”  dell’azione troppo solerte e quindi “intimidatoria” del Sindacato. I grilli parlanti non sono ben visti in questa democrazia controllata e le trappole per loro risultano tese e pronte a scattare in ogni momento. Non gradite risultano le ultime uscite della UIL sulla insensata e generalizzata criminalizzazione del personale “costretto” ad una  schedatura di massa, come isteriche sono risultate le reazioni alla battaglia prodotta sul piano della difesa dei medici ormai divenuti un facile bersaglio e caprio espiatorio per il governo regionale. Nessuno si è mai preoccupato del personale serio che in tutte le categorie insiste numeroso e che da tempo sostiene quanto di buono si produce negli ospedali e sul territorio, conviene alzare polveroni, dove tutto è mafia e degenerazione in modo che nulla possa realmente cambiare. E’ in auge la politica sanitaria della chiacchiera festaiola e salottiera infarcita di luoghi comuni, della perpetua diagnosi che non sfocia mai in una risolutoria cura. All’attuale ottusa politica che conta, che si autodefinisce progressista e benpensante, che bisticcia di giorno e inciucia di notte, diuturnamente preoccupata di come accostare i colori della cravatta con quello  dei pedalini, non è sembrato vero trovarsi nelle condizioni di dare il colpo di grazia all’ASP ricorrendo alla soluzione finale “volitiva”. Anche a questi imperturbabili gentleman,  la UIL-FPL a muso duro continuerà a gridare  che  “ senza il consenso dei lavoratori” l’Azienda non si governa. E’ arrivato il momento del fuori i nomi dei responsabili del disastro.         

     

                                                                                                            Il Segretario Provinciale

                                                                                                                   (Nuccio Azzarà)