“La memoria centenaria del tragico terremoto del 1908 avviene in un momento difficile. In citta’ e in provincia viviamo il dramma della precarieta’, dell’incertezza e della stessa perdita del lavoro. Troppe le famiglie che faticano a vivere dignitosamente. Cresce il numero dei poveri. E sono ancora in tanti ad attendere un tetto sicuro dove ripararsi dal freddo e dalla pioggia, dal vento e dalla “nudita’”. Con i disagi e i danni provocati dalle alluvioni (Comune di Falcone, e non solo), continua a piovere sul bagnato”. Queste le parole con cui l’arcivescovo di Messina, monsignor Calogero La Piana, ha rivolto il consueto messaggio di fine anno ai messinesi. “Unisco il mio grido – continua il presule – con coloro che invocano assistenza e chiedono di non essere abbandonati da chi ha il dovere di intervenire. Esprimo piena solidarieta’ auspicando risposte concrete dalle Istituzioni preposte a garantire i diritti degli uomini e a farsi carico dei poveri e degli emarginati”. La Piana si sofferma poi sulla crisi economica mondiale, la recessione, “l’offuscamento dei genuini valori umani, crollo di tante certezze” ma anche su scandali “per illegalita’ e immoralita’” e si chiede: “Non e’ anche questo, miei cari, un autentico terremoto che sconvolge la vita di milioni di persone? Non crollano di certo le case e i palazzi, ma si frantuma il tessuto civile, sociale, culturale, spirituale e morale”. Il presule conclude il suo messaggio spronando comunque i messinesi a non cedere “alla stanchezza e allo sconforto: “Non smarriamo la speranza e la fiducia. Non venga meno la solidarieta’ che sempre ha caratterizzato la nostra gente nei momenti tristi e calamitosi”. (AGI)




