Presentato questa mattina lo Sportello delle Opportunità, il punto informativo attivato dalla Cisl di Messina presso la sede di viale Europa 58 ma anche on line raggiungibile dal link del sito http://www.cislmessina.it. E’ la
nuova iniziativa della Cisl di Messina per contribuire a far conoscere alle aziende, alle lavoratrici e ai lavoratori le opportunità offerte in particolare dall’ex. art. 9 della Legge 53/2000 e promuovere la cultura
della conciliazione lavoro/vita privata, attraverso nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro. La legge n. 53 dell’8 marzo 2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi della città” oltre a recepire la direttiva
europea sui congedi parentali, di maternità e paternità, prevede attraverso l’ex art. 9 l’erogazione di contributi a favore di aziende che intendono adottare misure di conciliazione lavoro/vita privata dando così la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori di superare alcuni dei principali problemi legati alla gestione dei tempi quotidiani. “Vogliamo offrire un valore aggiunto – ha spiegato il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese – è un’opportunità che coinvolge il Sindacato perché si tutela diritti dei lavoratori offrendo loro condizioni migliori e perché per l’accesso a questi benefici le aziende devono avere
l’avallo delle Organizzazioni sindacali sul percorso da intraprendere. E’ una grande opportunità se consideriamo che nel 2007 sono stati stanziati dieci milioni di euro e ne sono stati spesi solo cinque”.
“Lo scorso anno in Sicilia – ha aggiunto Mariella Crisafulli, componente della segreteria provinciale che si occupa dello Sportello Opportunità – è stato presentato soltanto un progetto. Troppo poco. Questo Sportello vuole essere una occasione per consentire alle aziende di aumentare il benessere
di lavoratori e lavoratrici senza perdere in produttività. Purtroppo ancora c’è una scarsa conoscenza della legge e delle opportunità, non solo per le aziende. Ad esempio, esiste una tipologia di progetto riservato anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Le politiche per la conciliazione rappresentano un importante elemento di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali e si propongono di fornire strumenti che, rendendo compatibili sfera lavorativa e sfera familiare, consentano a ciascuno di vivere al meglio il ruolo produttivo e quello riproduttivo”. Ogni anno vengono destinate da un apposito Fondo di finanziamento ministeriale, risorse finanziarie per progetti a favore di imprese, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere che intendono realizzare le cosiddette azioni positive con l’obiettivo di favorire nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro.




