Sono quattro le persone denunciate nell’ambito delle indagini dei carabinieri del Noe, diretti dal comandante Pietro Raiola Pescarini, su delega del sostituto procuratore Giuseppe Travaglini, che stanno comportando perquisizioni nelle sedi delle societa’ coinvolte a Milano, Bergamo, Napoli, Roma e Messina.I rifiuti di amianto provengono infatti da una fabbrica di Messina, la”Ex Nuova Sacelit”, che avrebbe dovuto classificarli con un codice che significa ”pericolo di areo-dispersione di fibre” e conferirli in discarica a Torino. Invece l’amianto e’ stato degassificato, compattato, fatto passare per ”amianto cementizio”, (ma in realta’ il rischio di dispersione era immutato) e conferito in discarica a Pomezia. Su un milione di kg di rifiuti pericolosi il ”risparmio”e’ stato circa di 150 mila euro. Secondo i carabinieri del Noe, i proventi erano oltre che per la Ex Nuova Sacelit e per le societa’ che gestiscono la discarica di Pomezia, anche per una societa’ di intermediazione. A Messina, nel corso della perquisizione sono stati trovati 200 ”big bags” di amianto compatto. I controlli proseguono, si stanno accertando anche se ci siano infiltrazioni camorristiche nel traffico di rifiuti.(ANSA)




