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    Messina, processo "Nebrodi": Corte in Camera di consiglio

    Il 3 marzo scorso i Pm Fabio D’Anna e Giuseppe Verzera avevano chiesto cinque ergastoli, 25 condanne per complessivi oltre 150 anni di reclusione (le pene oscillano tra i 3 ed i 15 anni di reclusione) ma anche 15 assoluzioni alcune delle quali per imputati gia’ stati condanati in altri procedimenti per gli stessi fatti. Ma solo oggi pomeriggio, oltre quattro mesi dopo, i giudici della Corte d’Assise di Messina (Katia Mangano presidente, Valeria Curatola a latere) si sono potuti ritirare in camera di consiglio per la sentenza sui clan mafiosi dei Nebrodi. Fino a stamatttina i boss avevano tentato di far slitttare il verdetto nel processo scaturito dall’operazione antimafia dei carabinieri “Icaro-Romanza”. E’ riuscito nel suo intento solo Vincenzo Bontempo Scavo, per il quale e’ stato chiesto l’ergastolo. La sua posizione e’ stata stralciata e verra’ giudicato, da solo, il 9 ottobre. Il capomafia di Tortorici aveva ricusato i giudici che gli avevano negato di rendere dichiarazioni spontanee durante il dibattimento: la Corte d’Appello aveva rigettato l’istanza e la Cassazione ha annullato con rinvio alla stessa Corte d’Appello. E’ andata male al nipote Carmelo Bontempo Scavo -anche per lui c’e’ la richiesta d’ergastolo dei Pm- che invece ha presenttato invece istanza di rimessione ad altra Corte d’Assise, fuori dal distretto giudiziario di Messina, dell’intero procedimento. I giudici -dopo quasi due ore di camera di consiglio- hanno rigettato l’istanza e si sono nuovamente ritirati per emettere la sentenza, che arrivera’ tra qualche giorno. (AGI)