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    Confindustria Messina. "Chi tace favorisce i criminali"

    “Le imprese sane non possono avere alternative: quando il racket delle estorsioni le mette alle strette, l’unica via d’uscita e’ rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare. Comportarsi diversamente, tacendo o addirittura coprendo i criminali che taglieggiano le nostre aziende, significa condannare due volte le imprese che, anche a prezzo di grandi sacrifici, operano onestamente ed in maniera lecita”. Questa la netta presa di posizione del presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina, dopo che la Dda ha inviato ieri undici informazioni di garanzia ad altrettanti operatori economici cittadini, tutti vitttime del racket delle estorsioni che non solo hanno pagato per anni in silenzio ma che hanno negato anche l’evidenza delle contestazioni. “Siamo consapevoli -spiega Blandina- che opporsi alla criminalita’ non e’ facile ma siamo anche convinti che nessun imprenditore serio possa scendere a patti con chi distrugge il nostro tessuto produttivo”. Gli undici operatori economici indagati nell’operazione antimafia “Case basse” sono accusati di favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato un’associazione mafiosa. I carabinieri del Reparto operativo – anche grazie alle dichiarazioni ddel collaboratore di giustizia Salvatore Centorrino e del nipote Francesco D’Arrigo – hanno contestatto ad ognuno di loro di aver pagato il pizzo agli esattore del clan Barbera-D’Arrigo-Santovito. Lo scorso venerdi’, nonostante il loro silenzio, sono stati arrestati 28 tra boss emergenti della mafia messinese ed affiliati che imponevano il pizzo sia alle grandi imprese di costruzione e sia ai titolari di piccoli esercizi commerciali. (AGI)