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    Crotone: interviene il Presidente della Provincia

    Quando lo specchio si rompe può capitare di tutto, oltre la jella. C’è la possibilità concreta di restare fuori da tutto per almeno sette anni. È nell’ordine delle cose, nella vita può succedere di peggio. Bisogna restare calmi e tenere i nervi saldi. Concordo, d’altra parte, con quanto ha dichiarato Marco Minniti. Le liste del PD in Calabria per le ultime elezioni politiche sono state chiaramente e rigorosamente impostate su candidati il cui continuo, coerente, aperto impegno contro la mafia è indiscutibile. Basta citare il Prefetto De Sena per tutti, uno che la mafia l’ha combattuta e la combatte per davvero, la mafia reale, non quella inventata per confondere le acque e impedire che si possa ragionare su certe partecipazioni alle primarie, su certi movimenti agitati da protagonisti che non rientrano nell’orbita di quanti hanno sostenuto Veltroni, su certi silenzi prolungati su Europaradiso, ma anche su certe minimizzazioni della mafia mai contrastate da chi oggi millanta credito. Sì, perché qui si sta assistendo a un vero e proprio capovolgimento della realtà. Nella torbida vicenda Europaradiso non si è letta alcuna dichiarazione della signora Intrieri a denuncia di quanto si stava muovendo attorno al circo portato dal magnate israeliano né una sua interrogazione parlamentare. Eppure in quei mesi c’era chi si esponeva, chi rischiava, chi subiva intimidazioni.

    Comunque, poiché ritengo che la signora, probabilmente sulla via di una nuova conversione, voglia provocare il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni provinciali per trarre dal confuso rincorrersi di notizie sulle pagine dei giornali un vantaggio politico, è bene che su questa storia si metta la parola fine e che di essa sia investita la commissione nazionale di garanzia. Perché siamo in tanti a ritenere che dopo l’errore di averla portata in Parlamento contro il volere dell’intero partito territoriale, non si possa commettere l’errore più grave di consentire che un componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, quale la signora incredibilmente è, possa sostenere per mesi che le liste del suo partito in Calabria sono state condizionate dalla mafia, che parte del gruppo dirigente provinciale dello stesso partito è colluso con la mafia, che persino il segretario regionale, già viceministro degli Interni e oggi ministro del governo ombra, sia stato infastidito dalle dichiarazioni della Intrieri e, peggio, si sia piegato a una presunta volontà mafiosa di escludere la signora perché osteggiata dalle cosche.

    Se lei può stare nel Partito Democratico, vuol dire che tutti avvieremo una adeguata riflessione, i cui contenuti non li discuteremo certo con gente chiacchierata o indagata o condannata, che, guarda caso, a noi non concede né la sua amicizia né il suo sostegno. Ad altri si.

    Concludo precisando che, per quanto mi riguarda, in politica non ci sono reati contro l’etica pubblica sui quali si può chiudere un occhio e reati che meritano gli occhi ambedue aperti. Ammessi che certi reati abbiano a che fare solo con l’etica. Ma non mi pare. Si informi, signora, si informi. Esprimo, infine, la mia totale solidarietà politica e umana a Marco Minniti e a Pepè Corigliano, fatti oggetto di dichiarazioni ignobili e deliranti. Sono persone perbene, trasparenti, moralmente irreprensibili, politicamente corrette e da sempre schierata, senza ambiguità e reticenze, sul terreno della legalità, del contrasto alla criminalità organizzata, del confronto politico leale, aperto, coraggioso, lontano dalla cultura del complotto, da frequentazioni torbide, da consensi non limpidi. Sono persone, loro, di cui ci si può fidare ciecamente, perché ne conosciamo e apprezziamo l’impegno quotidiano sempre dalla parte della giustizia e della dignità.  

     

    Sergio Iritale