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    "Caso Crotone": nota infuocata di Tripodi

    Non si riesce davvero a comprendere a quale titolo, con quale legittimazione e rivestendo quale ruolo, l’ex parlamentare calabrese del Pdci abbia convocato una conferenza stampa a Crotone, dedicata esclusivamente a promuovere l’ennesimo attacco calunnioso, diffamatorio e menzognero nei confronti del sottoscritto, ingerendosi, peraltro, arbitrariamente e strumentalmente in una vicenda che riguarda la situazione del Partito di Crotone sulla quale non ha alcun titolo per intervenire.

    A questo punto si è superato qualsiasi livello di sopportazione; ogni pazienza ha un limite; non è più possibile accettare oltre questo tipo di attacchi e di polemiche, questa vera e propria aggressione che non solo si fonda su invenzioni false e gratuite, ma è frutto di una campagna orchestrata ed organizzata da tempo con l’unico scopo di mettere in difficoltà il Pdci calabrese che, è bene ricordarlo, rappresenta uno dei punti di forza del Pdci nazionale.

    In questo senso, all’ex parlamentare ricordiamo solo alcuni dati che già da soli smentiscono clamorosamente quanto da lui affermato circa una pretesa gestione fallimentare del Partito in Calabria.

    Quando lui non militava ancora in questo Partito, il Pdci calabrese è riuscito a superare lo sbarramento del 4% alle elezioni regionali; in quella stessa occasione il sottoscritto è stato eletto Consigliere regionale ottenendo migliaia e migliaia di voti di preferenza, a dimostrazione della ampia fiducia e dei forti consensi conquistati e mantenuti nel tempo in questa Regione.

    Di contro, va ricordato anche che quando l’ex parlamentare, da deputato in carica, si è presentato come capolista alle elezioni comunali di Castrovillari, ove risiede, non solo la lista non è riuscita ad ottenere alcun seggio, ma lui stesso è arrivato settimo, ricevendo solo 25 voti di preferenza.

    In buona sostanza, mentre il Partito calabrese è riuscito a guadagnare successi e grandi risultati elettorali, lui ha potuto registrare solo fallimenti, a riprova del fatto che il partito calabrese gode di ottima salute riuscendo ad accrescere i propri  consensi ed a mantenere un forte radicamento territoriale, mentre l’ex deputato riesce solo a registrare dure sconfitte.

    Deve ancora essere ricordato come, nonostante fosse stato designato a ricoprire il ruolo di parlamentare calabrese del Pdci, esclusivamente grazie alla generosità del sottoscritto che ha rinunciato a fare il deputato, fin dal giorno successivo alla sua elezione si è cimentato nel mestiere che conosce e gli riesce meglio, il “professionista del tradimento”, dedicandosi ad un’azione vergognosa, in combutta con l’ex Ministro dei Trasporti (transitato in piena campagna elettorale e senza alcun rimpianto nelle fila del Partito Democratico), per tentare di mettere in crisi il Pdci calabrese e la sua leadership.

    Purtroppo per lui, non solo questo tentativo è miseramente fallito, ma in tutte le situazioni che finora ci sono state di confronto, di discussione e di decisione nelle sedi opportune del Partito (congressi provinciali, congresso regionale dell’aprile 2007, diverse sedute del comitato regionale) è stata sempre ribadita la quasi unanime fiducia di cui gode la Segreteria Regionale con il suo Segretario, e sono stati respinti con forza tutti i continui attacchi dell’ex parlamentare volti a creare divisioni all’interno del Partito, condotti per i suoi scopi personali.

    Il bilancio dei suoi sforzi, rivela, in definitiva, un ex parlamentare che, invece di acquisire consensi, è stato capace solo di perdere credibilità e stima, rivelandosi come un personaggio squalificato, isolato, ormai concentrato nell’unico scopo disperato di procacciarsi incarichi e consulenze varie per sbarcare il lunario.

    Oggi l’ex deputato va a Crotone, senza titolo e senza parlare dei problemi crotonesi; al contrario strumentalizzando la questione crotonese per sferrare un nuovo attacco contro il sottoscritto, lanciando squallidamente ed indegnamente accuse e infamie contro quello stesso partito che gli ha consentito di diventare parlamentare, senza sforzi né preferenze, “per grazia ricevuta”, e proprio quando, ormai scaduto dalla carica di Segretario Regionale CGIL, nessun altro altrove gli avrebbe elargito una tale opportunità.

    Per essere più efficace, tenta anche di usare termini che possano suggestionare come quello di “forcaiolo”, accusa antidemocratica il cui significato semantico è quello di “fautore di spietati mezzi repressivi per soffocare ogni nuova idea politica e sociale”.

    Evidentemente l’ex deputato dimentica il fatto che proprio la più elementare applicazione delle tanto invocate regole democratiche avrebbe consentito facilmente ai 250 autosospesi (vittime di non si sa quali soprusi e spietati mezzi repressivi) di partecipare vittoriosamente al congresso provinciale di Crotone; che le stesse regole democratiche hanno sfiduciato l’ex Segretario Provinciale di Crotone e hanno eletto, riconoscendogli piena ed indiscutibile legittimazione, come confermato dalla Direzione Nazionale del Partito, il nuovo Segretario Bonofiglio.

    Vale anche la pena di sottolineare che non molto tempo fa l’ex parlamentare si è visto recapitare da quasi tutti i compagni del comitato regionale calabrese, per scelta personale ed individuale, delle note di risposta ad una sua lettera inviata privatamente a ciascuno quale inconsueto strumento di discussione democratica e politica, con le quali i compagni calabresi hanno rigettato aspramente e chiaramente le sue accuse di assenza di agibilità democratica all’interno del Pdci calabrese.

    Inoltre vogliamo ricordare che oltre il 90% dei componenti il comitato regionale si è espresso, come poi effettivamente avvenuto, contro l’eventuale ricandidatura alle elezioni politiche del parlamentare uscente. 

    Evidentemente l’ex deputato Pdci ed i suoi fedelissimi, poco rispettosi dei compagni e degli elettori,  hanno un concetto molto personalistico ed elastico di democrazia, la cui portata viene ampliata o ridotta a piacimento a seconda dell’interesse, indubbiamente personale, del momento; il rispetto delle regole democratiche sembra valere solo quando risponde alle loro istanze ed esigenze, in caso contrario viene descritto come un ricorso al sopruso ed all’arroganza.

    La verità, difficile da accettare per l’ex parlamentare, è che il partito calabrese gode di una grande maggioranza organizzata, coesa e compatta che lavora per ricostruire la sinistra di questo paese. Piuttosto che sperare di indebolire questa maggioranza criminalizzandola, piuttosto che cercare di calunniarla, che tentare di aggredirla utilizzando squallidi ed insignificanti argomenti privi di forza e di fondamento, sarebbe più dignitoso e certamente più rispondente ai crismi della democrazia prendere atto dell’evidenza che in Calabria questo Partito ha chiaramente espresso una critica radicale e di massa nei confronti delle logiche e dei comportamenti dell’ex parlamentare.

    Segretario Regionale Pdci Calabria

    Michelangelo Tripodi