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    Francesco Baccini in concerto a Paola per le celebrazioni di San Francesco

    Sarà il concerto di  Francesco Baccini con la sua band l’evento musicale clou delle Festività di  San Francesco volute e predisposte dall’Amministrazione Comunale di Paola per il prossimo 2 maggio. Il concerto si terrà ad ingresso gratuito nella storica cornice di Piazza IV Novembre con inizio alle ore 21.30.
    La scelta dell’artista è stata dello stesso sindaco di Paola, avvocato  Roberto Perrotta che, confermando l’appuntamento, ne ha spiegato le ragioni:  “Ho voluto questo grande cantautore della scuola genovese, oltre che per la sua bravura e i suoi numerosi successi, anche per il forte legame che lo lega al nostro Santo. Il suo nome, infatti, è proprio in onore di San Francesco di Paola, per il quale nella sua famiglia c’era una sincera e profonda devozione. Nella mattinata del 2 maggio, visiteremo insieme il Santuario, come da suo desiderio. Voglio ringraziarlo personalmente, sia da suo estimatore, sia perché è un naturale e autentico testimonial del nostro amato San Francesco, venerato in tutto il mondo”. 
    L’assessore alla Cultura  Grazia Surace ha voluto, dal canto suo, sottolineare  “lo spessore artistico e musicale di Francesco Baccini, cantautore e pianista di livello assoluto che, durante la sua carriera ha avuto modo di confrontarsi con alcuni dei più grandi artisti del mondo della musica, addirittura duettando col grande Fabrizio De André”. 
    Nato a  Genova il 4 ottobre 1960, Francesco Baccini ha all’attivo una carriera trentennale come cantautore. L’album d’esordio “ Cartoons”, risale al 1989, premiato come rivelazione a Saint Vincent e vincitore della Targa Tenco come migliore opera prima; nello stesso anno vince Un disco per l’estate con “Figlio unico”, canzone tratta da questo album. Il successo di critica straordinario lo porta subito a pubblicare un nuovo album. Nel secondo album, “Il pianoforte non è il mio forte” è contenuto il singolo “Le donne di Modena” e la presenza del duetto “Genova blues” con Fabrizio De André (suo amico, conosciuto proprio alla presentazione del suo primo album a Milano e del quale era sempre stato grande ammiratore), segna l’inizio di una serie di collaborazioni con altri artisti. Infatti, nel 1990, vince il Festivalbar con il brano “Sotto questo sole”, in coppia con Paolo Belli e i “Ladri di Biciclette”. È poi con l’album “Nomi e cognomi” del 1992 che ottiene il maggiore successo commerciale, affermandosi definitivamente come erede della tradizione dei cantautori liguri. A seguire Baccini pubblicherà altri 11 album (incluso due raccolte), compreso il prezioso lavoro “Baccini canta Tenco” nel 2011, fino ad arrivare all’ultimo “Chewingum Blues” in coppia con Sergio Caputo (2017). Il 2019 è l’anno dei  30 anni di carriera, che festeggia con oltre 70 concerti in giro per l’Italia e un enorme successo di pubblico.
    Nel 2021, Baccini pubblica, a distanza di oltre dieci anni dal suo ultimo album di inediti, “BACCINI PROJECT” (SELF/Believe Digital) un lavoro discografico legato alla sua passione per il cinema e colonna sonora del film “ Credo in un solo padre” (di cui è anche attore) con la regia di Luca Guardabascio.  Un album lontano anni luce dai precedenti lavori del cantautore genovese, completamente nuovo per melodie, strumentazioni e sonorità.
    Per chi ama la buona musica d’autore italiana l’appuntamento è per lunedì 2 maggio in Piazza IV Novembre di Paola, lo splendido centro turistico sul Tirreno cosentino e, magari, con una visita nel maestoso Santuario che domina e si affaccia sulla Città.
    Con Baccini si apre l’estate calabrese dei concerti e si tornano a vivere le emozioni della grande musica dal vivo all’aperto, dopo un periodo di divieti e limitazioni. L’evento è predisposto per il Comune di Paola dal promoter Ruggero Pegna, che torna a Paola dopo diversi eventi organizzati per questa ricorrenza, dall’indimenticabile megaconcerto dei Pooh sul lungomare a quello di Paolo Belli, fino alla produzione live e televisiva del colossal musicale  Francesco de Paula, composto da Francesco Perri, direttore del Conservatorio di Cosenza.