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“Mappatura Aree Tranquille” nel Parco Nazionale della Sila: i primi risultati

17 Gennaio 2020
in Cosenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Mappatura Aree Tranquille” nel Parco Nazionale della Sila: i primi risultati

Sono alle battute finali le prime fasi del Progetto “Definizione, individuazione e mappatura delle aree tranquille (“Tranquillity Areas Mapping”) nel Parco Nazionale della Sila/Area MAB UNESCO”,nato da un Accordo di Collaborazione siglato nel 2018 tra il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria (Referente scientifico prof. Giuseppe Modica), il Parco Nazionale della Sila (Referente dott. Giuseppe Luzzi) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (Referente scientifico dott.ssa Antonella Veltri), con il Coordinamento della dott.ssa Sonia Vivona, Project Manager CNR-ISAFOM.

 

Il progetto è volto alla identificazione, mappatura e valorizzazione delle “Aree Tranquille”, ovvero di quei luoghi dove l’assenza di fattori di disturbo (sorgenti di rumore, inquinamento luminoso, strade con intenso traffico veicolare, ecc.) e la presenza di caratteri percepibili come associati alla tranquillità permettono a chi li abita e frequenta di sperimentare benessere e “capacità rigenerativa”.

 

Le fasi progettuali in via di chiusura hanno riguardato attività di sensibilizzazione e raccolta dati preliminari percettivi dei potenziali stakeholder. Esse sono state avviate con il Focus Group svoltosi il 26 settembre scorso presso il Centro Visite Cupone di Camigliatello Silano. L’incontro ha visto la partecipazione di circa trenta portatori d’interesse diversamente presenti nell’area-test, in rappresentanza di istituzionali, imprese e associazioni. A conclusione del primo stadio del progetto, mirante a testare e precisare gli aspetti metodologici in rapporto alle specificità territoriali, sono state svolte “interviste in profondità” rivolte a  testimoni privilegiati selezionati nelle medesime categorie operanti  nell’area di studio e/o esperti sul tema di indagine. In tal modo sono stati acquisite organizzate informazioni basate su elementi esperienziali che diventano significative ed utili per la ricerca sul campo in corso e per le successive fasi progettuali.

 

Al Focus Group, hanno partecipato, oltre ai partner progettuali ed i portatori d’interesse individuati, anche il Ten. Col. Gorpia (Comandante Carabinieri per la Biodiversità di Cosenza) e il Col. Curcio (Presidente Parco Nazionale della Sila). Durante l’incontro, gli aspetti scientifici e metodologici del progetto sono stati illustrati dal prof. Salvatore Di Fazio e dal Prof. Giuseppe Modica (Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria). Sono stati sottolineati gli aspetti innovativi del progetto, in rapporto agli studi precedentemente condotti in collaborazione con il Countryside and Community Research Center (Glouchester Univerity, UK) e di alcune applicazioni sperimentali già attuate dai relatori nel Parco regionale delle Serre. In particolare, si è sottolineato come al cuore del progetto “Tranquillity Areas Mapping” sia il riconoscimento dell’importanza dell’identificazione e del mantenimento del carattere di “tranquillità” del paesaggio nel quadro della pianificazione territoriale. Si è fatto specifico riferimento alla Convenzione Europea sul Paesaggio, ai servizi ecosistemici forniti da quest’ultimo, al contributo delle aree tranquille per il benessere della popolazione, alle ricadute economiche della loro tutela e valorizzazione anche per lo sviluppo di molteplici attività che possono avvantaggiarsene (educative, ricreative, turistiche, socio-sanitarie, ecc.).

 

I risultati preliminari del progetto sono stati presentati nel mese di Novembre 2019 a Palermo al Congresso Nazionale della Società Italiana di Selvicolura ed Ecologia ed hanno riscosso notevole interesse anche, viste le possibili ricadute in termini sia di tutela delle aree naturali che in termini di sviluppo sostenibile.

Il progetto, di durata biennale, si propone come risultato finale la produzione delle mappe delle “Oasi di tranquillità” utili per delineare strategie di tutela per le aree individuate, per  eliminare o mitigare le condizioni di disturbo rilevate, nonché per promuovere nuove forme di turismo sostenibile

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