Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, ha incontrato a Cosenza, nell’auditorium “Guarasci” del liceo classico Telesio, gli attivisti per l’assemblea regionale “Riorganizziamoci Calabria”.
Il simbolo del Movimento 5 Stelle dovra’ essere utilizzato “a beneficio di quegli attivisti che al termine di un percorso abbiano dimostrato di aver creato una serie di iniziative”. A dirlo, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, e’ stato Luigi Di Maio parlando all’assemblea calabresi degli attivisti a Cosenza. Di Maio nel suo intervento ha anche evidenziato come da Roma non sia possibile controllare tutto, motivo per il quale le responsabilita’ vanno “scaricate a valle”. Quindi si e’ detto non affezionato a tante liste aggiungendo che e’ “meglio non farle se dobbiamo fare figure barbine con candidati che pensano di poter ereditare voti dal movimento grazie al simbolo” ed ha invitato ad una gestione preventiva delle candidature. “Sperimenteremo – ha detto Di Maio – la presenza di rapporti con associazioni del territorio che hanno gia’ portato avanti delle iniziative e che hanno principi sovrapponibili a quelli del movimento. Quindi non piu’ liste dello stesso movimento perche’ altrimenti il voto si dividerebbe in tanti rivoli”. Di Maio ha anche evidenziato che uno vale uno “ma uno non vale l’altro” per spiegare che c’e’ chi si impegna piu’ di altri e che queste persone “sono l’anima del movimento”. Di Maio ha anche invitato gli attivisti ad evitare di chiudersi nel passato perche’ altrimenti il rischio e’ di “non andare avanti: il concetto stesso di movimento significa tentativo di evoluzione”. Il leader dei 5 Stelle ha poi sottolineato il coraggio dei candidati all’uninominale alle ultime politiche che “hanno dovuto aprire all’esterno” ed il metodo ha premiato “perche’ sono stati votati e perche’ la delegazione parlamentare sembra piu’ coesa, mentre quella del 2013 che era stata scelta con le parlamentarie si era disgregata rapidamente; infatti sono entrati in 160 e sono usciti in 110, mentre gli altri si sono persi in cambi di casacca”.






