Segue la nota del consigliere de ”I Moderati”: Sento innanzitutto di ringraziare il capogruppo regionale del Partito Democratico Sandro Principe perché, sebbene adoperando il solito dire ironico e pungente a lui più congeniale che l’umile approvazione,
plaude, nella sostanza, all’iniziativa del sindaco Mario Occhiuto di costituire un Comitato di sorveglianza degli amministratori locali sui ritardi dei lavori relativi alla A-3 Salerno-Reggio Calabria. Come più volte il sindaco Occhiuto ha avuto modo di evidenziare, questo è il momento in cui nella nostra regione occorre fare quadrato attraverso un’unità di intenti che consenta, tutti insieme, di affrontare e risolvere i problemi. Soffermarsi sulle divisioni e su sterili strumentalizzazioni di parrocchia, servirebbe solo a restare impantanati nell’arretratezza dentro cui purtroppo siamo stati assuefatti. E’ quindi da apprezzare il “grido di dolore” del primo cittadino di Cosenza che, notiamo con soddisfazione, è riuscito a gratificare le durature battaglie di un veterano come Sandro Principe, ormai da un quarantennio sulla scena istituzionale italiana, anche nelle vesti di protagonista in governi di maggioranza. A tal riguardo, ricordo all’onorevole Principe che lo sdegno di Occhiuto verso i gravi disagi che i cantieri sull’A-3 comportano ogni giorno da anni, è stato a suo tempo manifestato al Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli durante la sua recente visita a Cosenza per sostenere la campagna elettorale dello stesso Occhiuto e che, persino Principe non potrà negarlo, la drammatica situazione dell’autostrada calabrese non è affare che appartenga esclusivamente all’attuale governo Berlusconi. A Mario Occhiuto va riconosciuto il merito, a poco più di un mese dall’insediamento a Palazzo dei Bruzi, di essere andato oltre immobilizzanti steccati ideologici, dimostrando di partire col piede giusto e con una visione globale che ha come obiettivo principale il bene comune. Sono certo che l’onorevole Principe, nonostante non più sindaco di Rende, vedrà esaudita la sua richiesta di partecipare a un futuro imminente tavolo dei sindaci calabresi, allo scopo di fare emergere quelle soluzioni concrete che purtroppo, nell’ultimo cinquantennio di vita amministrativa regionale, a parte fugaci espressioni tampone, nessuno è riuscito a proporre né, tantomeno, a trovare.




