Oltre ai familiari delle vittime e all’Associazione delle Nonne di Plaza de Majo, anche la Provincia di Cosenza, la Regione Calabria e la Presidenza del Consiglio dei Ministri si sono costituiti Parte
Civile nel processo che si è aperto ieri mattina davanti alla prima Corte d’Assise di Roma a carico dell’ammiraglio ultraottantenne Emilio Eduardo Massera, accusato di omicidio volontario premeditato e aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà in relazione alla morte di tre italo-argentini negli anni della dittatura tra il 1976 e il 1983, in cui sparirono almeno trentamila persone.
La Provincia di Cosenza era rappresentata dall’avv. Lorenzo Catizone, in sostituzione dell’avv. Gaetano Pignanelli.
La vicenda, già costata la condanna all’ergastolo a quattro militari argentini (Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Antonio Vanek, Jorge Raul Vildoza), appartenuti al “Grupo de Tarea 3.3.2” istituito presso l’Esma (Escuela superior de mecanica de la armada), riguarda la morte della 56enne Angela Maria Aieta, scomparsa il 5 agosto del ‘76 e quella di Giovanni e Susanna Pegoraro, rapiti il 18 giugno ‘77.
Tra i testimoni saranno sentiti l’ex console italiano a Buenos Aires negli anni Settanta, Enrico Calamai, il tecnico della nazionale italiana di pallavolo Julio Velasco, il Premio Nobel della pace argentino Adolfo Perez Esquivel, il giudice della corte suprema argentina Eugenio Zaffaroni, l’attuale direttore dell’Esma Ramon Torres Molina, il regista Marco Bechis.
Massera, assistito dall’avvocato Luciana Canonaco, è stato dichiarato contumace.
La Corte che ha stilato già un calendario di udienze per l’audizione dei testimoni (5 e 18 novembre e 14 dicembre), ha disposto, tra l’altro, che venga interrogato in videoconferenza dalla Spagna, dove è detenuto, l’ex capitano di vascello Adolfo Scilingo, condannato per aver partecipato ad almeno due voli della morte dove furono uccisi decine di “desaparecidos”. Per gli avvocati di parte civile quella odierna è una giornata da ricordare: “Anzitutto, non si è più discusso della capacità processuale di Massera, che è assolutamente in grado di comprendere il significato del dibattimento che lo riguarda. E poi è stato finalmente incardinato questo giudizio che andrà avanti in un modo abbastanza veloce”.
In aula erano presenti anche Estela Carlotto, in rappresentanza delle nonne de Plaza de Mayo e il figlio Remo, Presidente della Commissione dei Diritti Umani del Parlamento argentino.




