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Concluso seminario su Parco del Pollino

21 Ottobre 2008
in Cosenza
Tempo di lettura: 3 minuti
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Due intense mezze giornate di lavoro hanno consentito a uomini politici, rappresentanti istituzionali, studiosi ed ex Consiglieri di Calabria e Basilicata, assieme ai Responsabili dell’Ente Parco Nazionale del Pollino e ad operatori economici e sociali, di rivisitare le problematiche connesse con lo sviluppo del sistema dei Parchi e della montagna calabrese, in questa occasione la riflessione ha interessato il Parco Nazionale del Pollino e di mettere a fuoco lo status delle ”aree interne”, la cui condizione appare a rischio, per via del fenomeno dell’abbandono lento ed in arrestato di questi territori, da parte dell’uomo.

Il Seminario ha preso atto con viva soddisfazione della sottoscrizione della Intesa Istituzionale riguardante il Parco del Pollino, tra il Parco, le Regioni Basilicata e Calabria, le Province di Cosenza, Matera e Potenza. Questo strumento di concertazione istituzionale, firmato il 27 settembre del 2008, ha sancito l’assunzione dell’impegno alla collaborazione permanente tra i soggetti firmatari, che prelude ad un efficace e sinergico utilizzo delle risorse recate dai POR delle due Regioni, dai PON nazionali e dalle risorse statali, a beneficio del Parco, facendo presagire risultati importanti e significativi per l’intera area del Pollino.

Una particolare sottolineatura e’ stata anche emersa sulla inderogabile necessita’ che l’ammodernamento del tratto dell’Autostrada SA-RC che interessa il territorio del Parco del Pollino, in fase di ampliamento e messa in sicurezza, come l’intera A3, sia progettata con i connotati caratteristici della sostenibilita’ ed ubbidisca alla fondamentale ed inderogabile necessita’ ed urgenza di rappresentare essa stessa un esplicito invito a visitare il Parco, dopo averne segnalato in maniera evidente e concreta la sua presenza.Un vero e proprio grido di allarme, alto e forte, si e’ levato dal Seminario anche per chiedere con forza una ”politica organica per la montagna” ed una forte e sinergica azione delle Regioni e del sistema dei Parchi, per arginare un esodo le cui origini, secondo quanto emerso dalla due giorni di relazioni, interventi programmati e dibattito, si fanno risalire ad una sorta di disarmo dei servizi fondamentali per una vita umana e moderna che sia in qualche misura competitiva con la qualita’ della vita urbana (scuola – sanita’ – servizi sociali – viabilita’ e trasporto locale – lavoro e formazione professionale – sicurezza).

I dati statistici evidenziano, specie nell’ultimo decennio, un calo costante dei residenti, un saldo demografico negativo natalita’/mortalita’, la crescita delle case disabitate, la chiusura di piccoli negozi ed un costante trasferimento delle famiglie ancora rimaste verso i Comuni marini che possono offrire buoni servizi scolastici – sanitari – sociali e di trasporto locale.

Il fenomeno dell’abbandono, continua a segnare la realta’ – e’ stato rilevato – malgrado le aree interne siano, per alcuni aspetti, competitive con la qualita’ della vita urbana (radio – televisione – internet – telefonia fissa e mobile – stampa) e per quanto riguarda la disponibilita’ di energia (elettrica, metano o prodotta da fonti rinnovabili) e malgrado emerga tra i giovani una volonta’ di non abbandonare la propria terra.

E’ stata unanime la considerazione che la difesa delle aree interne sia fondamentale, in Calabria, per difendere la storia, la cultura i saperi ed i sapori che le caratterizzano e che vanno riscoperti, valorizzati ed offerti sul mercato interno nazionale, oltre che su quello europeo e mediterraneo, per allargare la stagione turistica e favorire una fruizione maggiore delle risorse, dei Beni Culturali ed Ambientali di cui e’ ricco il nostro territorio, con vantaggi economici e sociali di evidente rilievo.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento dello sviluppo, il Seminario ha rilevato il rischio di dirottamento che corrono i fondi FAS, destinati alle aree in difficolta’ del Mezzogiorno e ritiene sia urgente una pubblica presa di posizione dei Consigli Regionali di Calabria e Basilicata, appositamente convocati, perche’ questo rischio sia scongiurato. (asca)

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