Si è riunita oggi, presso il salone ex CARL dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, l’assemblea dei componenti eletti nella R.S.U..
All’ordine del giorno vi era la discussione sulle relazioni sindacali tra la Direzione Generale e le Rappresentanze dei Lavoratori che si erano sostanzialmente interrotte dopo la dichiarazione dello stato di agitazione del 4 agosto u.s..
La R.S.U. nel prendere atto del verbale sottoscritto presso la Prefettura di Cosenza in data 25 settembre con il quale l’Azienda, alla presenza del Vice Prefetto, si è impegnata a porre in essere comportamenti volti alla massima partecipazione dei Lavoratori ed al ripristino di stabili relazioni sindacali, nonché a riconsiderare gli atti adottati per i quali era ed è necessario un confronto con le OO.SS. e la RSU ha ratificato la sospensione dello stato di agitazione.
L’Assemblea pertanto ha dato mandato al coordinatore, al vice coordinatore ed al Presidente, che incontreranno la Direzione Generale il prossimo 6 ottobre alle ore 11,00, di verificare se nei fatti l’impegno, assunto in sede di conciliazione presso il Prefetto, sarà rispettato salvo dover eventualmente promuovere nuove e più incisive forme di mobilitazione.
L’auspicio è quello di riprendere il confronto negoziale per dare le numerose risposte che i Lavoratori dell’Azienda attendono da tempo per vari istituti contrattuali ancora da applicare come ad esempio i buoni pasto ma principalmente di definire un contratto integrativo decentrato per migliorare l’organizzazione del lavoro.
E’ stato inoltre deciso un calendario di assemblee di tutti i lavoratori che si terranno dal 16 ottobre prossimo presso tutte le strutture ospedaliere e territoriali dell’Azienda.
Infine la RSU ha deciso di aderire alla manifestazione regionale che si terrà presso la Presidenza della Giunta Regionale il prossimo 15 ottobre a sostegno della vertenza per il rinnovo contrattuale dei lavoratori del comparto sanità e per chiedere al Governatore della Calabria di accelerare lungo la strada della riforma del Servizio Sanitario Regionale per garantire a cittadini ed operatori di non essere ulteriormente discriminati, in una terra già povera di risorse, anche di fronte ad un diritto universale come quello alla salute.




