Il procedimento giudiziario sulla morte della sedicenne Federica Monteleone, approdato stamattina dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Vibo, Gabriella Lupoli, e’ stato subito rinviato al 4 novembre prossimo per un difetto nella notifica delle convocazione alle parti. Il processo riguarda la morte della studentessa di Vibo Marina che entro’ in coma il 19 gennaio 2007, in seguito ad un blackout avvenuto nella sala operatoria durante un intervento di appendicite. I danni cerebrali per la mancanza di ossigeno furono tali da procurarle la morte una settimana piu’ tardi, nella sala di rianimazione dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza. Nove gli indagati su richiesta del pm Fabrizio Garofalo: si tratta di Francesco Talarico, 42 anni, di Catanzaro, ex dg dell’Asl di Vibo, che dovra’ difendersi dalle accuse di omicidio colposo ed istigazione alla corruzione, Pietro Schirripa, direttore sanitario dell’ospedale, Alfonso Luciano, ex direttore sanitario dell’Asl, Francesco Costa, anestesista, Antonino Stuppia, titolare dell’impresa che effettuo’ i lavori nella sala operatoria incriminata, Roberto De Vincentiis, ex responsabile dei servizi tecnici dell’Asl ed attuale presidente del collegio dei revisori dei conti della Provincia, e Giuseppe Nicola Gradia, responsabile tecnico. De Vincentiis, Gradia e Stuppia sono inoltre chiamati a rispondere del reato di falso per aver firmato la dichiarazione di funzionalita’ della sala operatoria senza adottare le cautele necessarie a scongiurare il pericolo di elettrocuzione per i pazienti sottoposti ad intervento. Il rinvio a giudizio e’ stato infine chiesto anche per l’ingegnere lametino Antonio Bruni, ex consulente dell’Asl di Vibo, incaricato di seguire l’esecuzione dei lavori dell’impianto elettrico nella sala operatoria, e per Matteo Cataudella, responsabile dei presidi ospedalieri unificati che, secondo l’accusa, “avrebbe omesso di esercitare i poteri di controllo e vigilanza sulla sala operatoria e sull’impianto elettrico”. La famiglia Monteleone si costituira’ parte civile attraverso l’avvocato Vincenzo Cantafio. Mentre la Regione Calabria attraverso l’avvocato Antonio Montagnese e “Cittadinanza attiva-Tribunale dei diritti del malato” attraverso l’avvocato Giovanna Fronte. La mamma di Federica, Maria Sorrentino, ha dichiarato che non si fermera’ finche’ non vedra’ sul banco degli imputati tutti i responsabili della morte di sua figlia. (AGI)




