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    Cosenza: parte il progetto "Fossil Free" per promuovere l'uso di fonti rinnovabili

    Il Parco Nazionale del Pollino vuole imparare dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi come liberarsi dal combustibile fossile con il progetto ”Fossil free”, finanziato dall’Unione europea attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. L’idea e’ affrancarsi dalle fonti energetiche tradizionali e promuovere l’uso delle fonti rinnovabili promuovendo un vero e proprio ”laboratorio di sviluppo sostenibile” contribuendo al contempo all’obiettivo generale dell’abbattimento dell’anidride carbonica. Funzionari e tecnici del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del Parco Nazionale del Pollino si sono recati reciprocamente nelle due aree protette e hanno preso in esame quanto fatto e quanto sarebbe possibile fare, importando il modello veneto, nel territorio calabro-lucano. In particolare sono state esaminate proposte energetiche del tipo fotovoltaico, biomasse e mini-idrico; proposte in tema di riduzione dei consumi energetici; proposte in tema di mobilita’ sostenibile; proposte in tema di riduzione generale di consumi e di rifiuti. La proposta finale elaborata riguarda un Programma per un consumo energetico sostenibile nelle strutture del Parco del Pollino guardando in particolare agli interventi gia’ in fase di attivazione con copertura finanziaria. Tra queste la realizzazione del Centro polifunzionale di Campotenese (Cosenza), interventi sulla sede definitiva dell’Ente (che sara’ inaugurata a settembre) e sui Comandi stazione del Corpo Forestale dello Stato. Il presidente del Parco Domenico Zappaterra ha definito ”esperienza significativa” quella avviata con i colleghi bellunesi per realizzare grandi performance. ”Per noi – ha detto – e’ stato molto importante acquisire queste competenze, anche perche’ il Parco del Pollino si candida a attrarre fondi europei nell’ambito degli interventi previsti per la cultura e per le energie alternative”. Il presidente del Parco delle Dolomiti Bellunesi Guido De Zordo ha accolto positivamente la collaborazione ampliandola anche ad altre azioni ”perche’ la vita dei Parchi e’ fatta del lavoro oscuro di chi opera nelle aree protette italiane”.(Adnkronos/Ign)