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    Covid, il deputato Sapia richiama la Regione, “sta sottovalutando il problema come il Consiglio regionale, urgente invertire la rotta”

    «La Regione Calabria sta sbagliando a oltranza rispetto al contrasto del Covid, che resta un grosso problema per l’elevata diffusione del nuovo coronavirus e la paralisi delle strutture sanitarie, sulle quali la pressione è diventata troppo elevata, a discapito della tutela della salute».

    Lo afferma, in una nota, il deputato Francesco Sapia, componente della commissione della Camera Sanità, il quale sottolinea: «Alla carenza cronica di personale si aggiunge un generale immobilismo in diverse aziende del Servizio sanitario regionale, che il commissario Roberto Occhiuto è tenuto a richiamare. Oltretutto, il Consiglio dei ministri ha appena impugnato una recente legge con cui il Consiglio regionale della Calabria si è posto in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile e professioni, peraltro arrivando all’assurdità di consentire la regolarizzazione degli accreditamenti con una semplice e comoda autocertificazione». «All’interno dei reparti – rimarca il deputato della commissione Sanità – occorre individuare delle aree di isolamento da riservare a pazienti che fossero postivi al virus e assieme ricoverati per altre patologie, proprio come si sta facendo nelle altre regioni italiane. Gli ospedali sono invasi da pazienti con traumi, con patologie addominali o cardiache, con fratture e altre problematiche. A seguito di tampone positivo, costoro non trovano collocazione nei reparti e vengono parcheggiati senza senso nelle unità di Malattie infettive, dove spesso non c’è posto, sicché sono poi costretti a passare diversi giorni in Pronto soccorso. È una vergogna». «Anche Azienda Zero deve fare la sua parte per affrontare questa situazione di caos, altrimenti non se ne comprende l’utilità e neppure il ruolo. Con le premesse attuali, se in autunno dovesse esserci una nuova galoppata del Covid, ci troveremmo in una situazione – conclude Sapia – letteralmente ingestibile».