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    Il Consiglio regionale taglia i fondi alla Riserva naturale Valli Cupe. Legambiente: Decisione grave ed ingiustificata

    «La decisione di tagliare i fondi per la Riserva Naturale delle Valli Cupe è grave ed ingiustificata, e pregiudica lo sviluppo dell’intero comprensorio in cui ricade l’area protetta». Questo il commento della presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge di stabilità, con cui si dimezza il contributo stabilito per le spese di gestione della Riserva per l’anno 2021 ed addirittura si azzera, in via previsionale, per i successivi anni 2022 e 2023.

     

    Legambiente Calabria, qualche giorno fa, alla luce della bozza del bilancio previsionale della Regione, aveva lanciato l’allarme sulla questione rilevando che, se il Bilancio fosse stato approvato in quei termini, l’Associazione ambientalista avrebbe avuto grosse difficoltà a raggiungere gli importanti obiettivi prefissati.

     

    «Si tratta di una decisione talmente illogica ed incomprensibile – spiega il direttore della Riserva, Antonio Falcone –  che la Regione avrebbe dovuto avere chiare le conseguenze sulla gestione della Riserva delle Valli Cupe. Dopo avere evidenziato il problema, avevamo avuto rassicurazioni da parte della Regione. Eppure, ieri, la voce di bilancio sulla Riserva è arrivata in Consiglio senza correzioni ed è stata approvata. Noi, in ogni caso, continuiamo a lavorare e a gennaio, covid permettendo, insedieremo la Comunità ed il Comitato tecnico scientifico».

     

    Non si tratta di un problema di risorse visto che la stessa legge di stabilità regionale,che dimezza i fondi a Valli Cupe e che decurta anche se in percentuali molto minori il contributo di altre Riserve regionali, prevede, paradossalmente, per l’anno 2021, contributi molto alti (250 mila euro) per una neonata associazione che risulta così beneficiaria di un doppio finanziamento, in base alla legge regionale n. 2 /2020, che tuttavia si riferiva al solo esercizio finanziario 2020.

     

    Tali anomalie erano state evidenziate anche dal Sindaco di Sersale, lo scorso 24 dicembre, in una comunicazione inviata a tutti i consiglieri, assessori, al presidente facente funzioni ed ai dipartimenti Bilancio ed Ambiente, e per conoscenza a Legambiente Calabria.

     

    «La Regione Calabria – dice ancora la presidente Parrettasostiene solo a parole di voler rafforzare il sistema di aree protette e la tutela degli ecosistemi marini e terrestri, ma nei fatti taglia i fondi per il rilancio di uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Calabria. Il futuro possibile della Calabria è strettamente legato ad un modello di sviluppo verde che punti sulla biodiversità e sulle risorse naturalistiche, tuteli l’ambiente e valorizzi le Aree protette ed i Parchi. Chiediamo dunque alla Regione di tornare sulla propria decisione affinché non venga interrotto il circuito virtuoso creato dalla Riserva, che ha effetti positivi non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia del territorio”.