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    Catanzaro: si dimette Bruni

    Dopo il rincorrersi di voci e notizie alla fine, Ottavio Bruni, padre di Francesca, denunciata per favoreggiamento a seguito dell’arresto del latitante Francesco Fortuna, ha deciso di dimettersi dall’incarico di responsabile dell’Unita’ operativa speciale della Presidenza della Regione Calabria. Bruni si e’ dimesso con una lettera inviata al Presidente della Regione, Agazio Loiero, dai contenuti accorati, in cui ricorda la sua attivita’ politica nel corso di questi anni, a Vibo e nella regione, senza aver mai ricevuto – sostiene – neanche un avviso di garanzia. Ma che cosa era successo? Due giorni fa la polizia aveva arrestato il Francesco Fortuna, latitante dall’ottobre scorso, ritenuto elemento di spicco del clan Bonavota di Sant’Onofrio, un centro del vibonese. Fortuna era stato arrestato in una villa all’interno della quale, gli agenti delle squadre mobili di Catanzaro e Vibo Valentia, hanno trovato anche numerosi armi. Oltre al latitante erano state arrestate anche i proprietari della villa, Roberto Ceraso, di 51 anni, e Maria Fortuna, di 48, ed una ragazza e’ stata denunciata. Si tratta proprio di Francesca Bruni, 27 anni, laureata in lingue e letterature straniere, figlia di Ottavio Bruni, politico assai conosciuto nel vibonese, Presidente dell’Amministrazione Provinciale per due volte, coordinatore del Partito Democratico nella provincia, da alcuni mesi nominato dal Presidente Loiero, responsabile di una unita’ operativa speciale della stessa Regione. Il legame tra Francesca Bruni e Fortuna avrebbe vecchie origini, entrambi, infatti, sono di Sant’Onofrio e si conoscevano da ragazzi. Un rapporto di cui il sottosegretario alla Regione, pare, non sarebbe stato al corrente. Ma per evitare strumentalizzazioni Bruni stasera ha deciso di lasciare il suo incarico. Il presidente Loiero ha detto di aver accolto le dimissioni, capendo la situazione che puo’ prestarsi a strumentalizzazioni e rinunciando all’apporto positivo che fin qui c’era stato dal sottosegretario Bruni. Oggi un’altro politico calabrese, Dionisio Gallo, il consigliere regionale eletto nel 2005 nelle fila dell’Udc, e’ stato sospeso dal consiglio dei ministri perche’ condannato in primo grado alla pena di quattro anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Puma’ su presunti rapporti tra politici, imprenditori e appartenenti a cosche della ‘ndrangheta. (ANSA).