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    Catanzaro: 77 medici denunciati per truffa

    Settantasette medici sono stati denunciati dal gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro per una truffa ai danni del servizio sanitario nazionale per complessivi 2.500.000 euro. L’indagine ha riguardato i corsi di formazione specifica in medicina generale, organizzati per il periodo 2002-2006 dalla Regione Calabria, ed indetti con apposito decreto ministeriale. Le risultanze dell’analisi della relativa documentazione, confrontate con i dati presenti all’anagrafe tributaria econ la documentazione fiscale acquisita per il tramite dei sostituti d’imposta dei professionisti, hanno permesso di constatare che alcuni di questi, in palese violazione di uno specifico divieto normativo, con il loro comportamento avrebbero indotto l’ente promotore ad erogare borse di studio per i corsi frequentati, attestando falsamente, nella prevista dichiarazione sostitutiva di notorieta’ presentata ai fini dell’ammissione, l’insussistenza di cause di incompatibilita’ o tacendo dolosamentesulle circostanze di incompatibilita’ venutesi successivamente a configurare. I controlli effettuati in una prima fase hanno permesso di rilevare che 47 professionisti, durante il percorso formativo, prestavano altre attivita’ libero-professionali in presidi ospedalieri dislocati sul territorio regionale, strutture private o nei propri studi professionali, percependo i relativi compensi, in palese violazione dei dettami di legge che disciplinano l’organizzazione e la didattica dei corsi oggetto di indagine, omettendo di comunicare situazioni di incompatibilita’ alla competente amministrazione. I professionisti sono stati, quindi denunciati alla Procura della Repubblica di Catanzaro per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nonche’, in alcuni casi, anche per il reato di falsita’ ideologica in atto pubblico. Successivamente l’attenzione dei finanzieri si e’ spostata sui corsi "didattico-pratici" relativi alle scuole di specializzazione universitaria, indirizzo medicina e chirurgia, organizzati dall’ateneo degli studi "Magna Graecia" di Catanzaro ed indetti, anch’essi, con provvedimento ministeriale, la cui normativa di riferimento e’ pressoche’ equipollente a quella dei corsi di formazione specifica in medicina generale. In questa ulteriore fase d’indagine e’ stato possibile accertare, secondo quanto riferito, responsabilita’ di natura penale, inquadrabile nella stessa fattispecie di reato, a carico di altri30 medici in violazione delle disposizioni normative in tema di incompatibilita’. La normativa di riferimento relativa all’organizzazione e alla didattica dei corsi e le circolari del ministero della salute, stabiliscono che il "concetto di formazione a tempo pieno comporta di per se’ la totale inibizione da ogni attivita’ lavorativa, dipendente, libero-professionale, convenzionale o precaria con il servizio sanitario nazionale o enti e istituzioni pubbliche o private". I professionisti interessati in sede di immatricolazione ai corsi hanno, quindi, indotto, secondo l’accusa, in inganno l’ente erogatore percependo indebitamente la borsa di studio ministeriale pari a circa 1.000 euro mensili. Le risultanze dell’indagine di polizia giudiziaria sono comunicate alla competente procura regionale della Corte dei Conti per un procurato danno erariale al servizio sanitario nazionale quantificato in 2.500.000 euro. (AGI)