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    Renzi solo a Reggio Calabria, mal di pancia nel Pd a Catanzaro

    Per motivi logistici il premier Matteo Renzi venerdì 2 non sarà più a Catanzaro. Al contrario di quanto detto. Andrà, invece, a Reggio Calabria ad incensare un già tronfio Partito Democratico. Nella città dello Stretto chiuderà la campagna referendaria. E dire che avrebbe potuto con una sola mossa, scegliendo la città dei Tre Colli come tappa finale, da vero stratega, restituire al Pd di Catanzaro quel minimo di orgoglio che in fondo dovrebbe avere rappresentando la città capoluogo di regione e zittire il rumoroso Centrodestra catanzarese che ormai da mesi a gran voce sostiene di non essere “decentemente” rappresentato in seno all’Esecutivo Renzi da parte dei parlamentari Pd eletti in città, ma non è andata così. Renzi, contrariamente a quanto pensava il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, deputato calabrese, non sarà a Catanzaro.

    La macchina organizzativa si era già mossa, addirittura si parlava del teatro Politeama come location per la visita di Renzi, un teatro sarà, ma il Cilea di Reggio. Storce il muso il Pd catanzarese ed ecco che il segretario locale, nonché presidente della Provincia, Enzo Bruno scrive, ricevuta la notizia del forfait, una lettera a Renzi nella quale esprime amarezza e delusione per la mancata visita attesa da tutti anche perché coincideva con la vigilia delle elezioni e sottolinea la delusione per amministratori dirigenti e cittadini impegnati per il Sì.

    E sembrano inutili le parole con cui Mario Oliverio apre un incontro sul referendum proprio a Catanzaro, dove l’imbarazzo e la tensione si tagliano con il coltello, dicendo: “Subito dopo il referendum torneremo a parlare delle problematiche catanzaresi. Catanzaro ha un ruolo importante nel nostro disegno regionale. Non a caso il piano di mobilità che stiamo per sottoscrivere con il ministro Delrio mette al centro Catanzaro”. Come a dire ‘non lamentatevi troppo, la strategia della mobilità e la nuova metropolitana risarciranno l’umiliazione subita dalla classe dirigente del Pd’. E pensare che la carta Renzi poteva essere giocata da un Pd claudicante in Consiglio Comunale anche nella prossima campagna elettorale in vista delle amministrative 2017.

    Clamorosa figuraccia. E la fanno proprio tutti con la base elettorale catanzarese. Il Partito Democratico del capoluogo ne esce con le ossa rotte, in poche parole non conta nulla per il suo segretario nazionale, e quello regionale, tra l’altro rappresentato da un componente della Camera, sembra non dialogare col suo leader o sembra fregarsene ancora meno della dirigenza provinciale catanzarese.

    Proprio a lui la domanda è rivolta direttamente: Renzi viene o non viene a Catanzaro? “L’importante – dice Magorno – è avere Renzi in Calabria, qui chiude la campagna referendaria”. Quanto alla classe dirigente del Pd catanzarese che è rimasta un po’ delusa, Magorno si affretta a sottolineare: “C’è la classe dirigente del Partito calabrese che credo accoglierà Renzi come ha sempre fatto ogni volta che ha deciso di venire in Calabria”. Insomma il Premier snobba clamorosamente il Pd di Catanzaro.

    Clara Varano