“E’ iniziato un nuovo anno scolastico, ed ecco…ci risiamo!!! “drin”…suono della campanella per molti studenti calabresi: un nuovo anno pieno di aspettative, ricco di nuovi propositi.. il vecchio alunno, il nuovo e poi chi altro? Un ragazzo speciale che sta entrando?!? Si,proprio lui, felice di vivere un’altra avventura, di incrociare volti noti e sconosciuti, riabbracciare vecchi e nuovi compagni. Ma anche quest’anno, come lo scorso, è li solo: la “sua guida” non c’è! Manca il docente di sostegno (a causa di continue norme che raramente ne assicurano la continuità..) ma è assente anche l’assistente educativo, il suo assistente per l’autonomia e la comunicazione che comunemente parlando è uno dei pochi che riesce (anche qui non sempre) ad assicurarne la continuità, a fare da mediatore tra i nuovi arrivati e i vecchi, tra la famiglia e l’alunno, tra i compagni e lo stesso, tra l’anno scolastico passato ed il nuovo, la cui presenza gli enti territorialidovrebbero garantire sin dal primo suono di quella tanto attesa campana! Ma anche questa figura manca e la sua assenza non suggella il fallimento dell’alunno disabile, nè dell’assistente educativo, ma delle Istituzioni”. E’ il grido di denuncia del Comitato Anaca – Regione Calabria.
“Questa breve premessa, seppur nota ai più, vorrebbe – si legge nella nota del Comitato – semplicemente far riflettere sul sistema in cui per l’ennesima volta si imbattono gli alunni con disabilità, le famiglie degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione del territorio calabrese e, più specificatamente, del territorio provinciale di Reggio Calabria.
E’ ormai consolidata l’idea su chi siano gli Assistenti Educativi: rappresentano una figura contemplata dalla legge 104/92 art. 13, necessaria per promuovere l’autonomia e la comunicazione dello studente speciale con il resto della comunità scolastica che media con il docente di sostegno (esso può coprire una cattedra di al massimo 18 ore, quando l’orario scolastico è di ben 36). Le regioni usano talora diverse denominazioni per riferirsi alla suddetta categoria, ma proprio riprendendo le testuali parole utilizzate nella legge-quadro, non vi è dubbio che gli assistenti educativi siano assistenti all’autonomia ed alla comunicazione, le cui posizioni e diritti oggi trovano integrale rispecchio e tutela negli scopi ed obiettivi che si prefigge la propria associazione nazionale, Anaca. A Reggio Calabria è attivo ed operativo il Comitato Anaca – Regione Calabria (fcb Anaca Ass. Naz. / Anaca Soci Calabria). Competente per la loro formazione e la tutela lavorativa sono Comuni, Regioni, Province, Città Metropolitane”.
Gli assistenti, in particolare, si occupano:
– dell’autonomia ed integrazione dell’alunno disabile “grave”, riconosciuto dalla Commissione ASP territorialmente competente, che abbia bisogno pertanto di assistenza e accompagnamento continuo (art. 3 comma 3);
– del supporto all’alunno disabile nelle attività quotidiane (all’interno della scuola) anche mediante l’ausilio di strumenti e tecniche di comunicazione alternativi a quelli ordinari;
– della cooperazione con il personale docente e il sistema della rete formale ed informale, ai fini dell’effettiva preparazione dell’alunno alla vita sociale.
La compagine degli assistenti predetti proviene storicamente e parallelamente dalla “formazione” e stages promossi dall’Ente Provincia e da esperienze maturate nei diversi comuni: ciò ha dato origine a gruppi di assistenti, che non vantano tutti la stessa formazione, ma che lavorano nell’ambiente scolastico da tanti anni alacremente. Ciò non può indurre a pensare che il tempo sani problemi formativi… certo … ma non si può pensare che, come prodotti a scadenza, lavoratori utilizzati per svariati anni vengano scartati come se la loro funzione non fosse stata utile per bambini, ragazzi, giovani in difficoltà.
Gli operatori impegnati presso le scuole di I grado, quanto quelli impegnati nella scuole di II grado della Provincia di RC sono stati inseriti all’interno di due short-list, differenziando fra assistenti all’autonomia e assistenti alla comunicazione e Assistenti Educativi “Senior” ( che lavorano stabilmente nelle scuole sopracitate da più di tre anni) e “Junior”(non hanno lavorato nelle scuole secondarie per più di tre anni), quali semplici elenchi e non graduatorie meritocratiche, per dare direttamente ai Dirigenti Scolastici libertà e facoltà di attingere, in base alle esigenze specifiche della propria utenza. Detta situazione ha intaccato la qualità del servizio, non ha minimamente favorito titoli e preparazione specifici – men che meno l’esperienza – , ha causato confusione normativa e regolamentare.
Ripetutamente, ed anche qualche giorno fa, alcuni assistenti hanno manifestato le proprie rimostranze… I cambiamenti apportati hanno determinato, a carico degli assistenti e delle loro famiglie, numerosi disservizi che a tutt’oggi sembrano replicarsi:
• Ritardo nell’inizio del Servizio (l’attività educativa non può cominciare dopo ben 5 mesi dall’avvio dell’anno scolastico e lasciare l’alunno nella fase di smarrimento sopra rammentata);
• Totale autonomia del D.S. nella decisione di orario, tipologia contrattuale, paga oraria con conseguente sproporzionata disparità di trattamento tra gli Assistenti medesimi (a volte senza nemmeno tener conto della continuità educativa);
• Ritardo nell’invio e nell’ assegnazione dei fondi per l’avvio dell’attività.
Oggi si spera che tutti gli assistenti all’autonomia ed alla comunicazione, indipendentemente dal luogo ove sia maturata la loro esperienza, si presentino come una categoria unita, di cui Anaca è espressione, lavoratori attivi ed in sommossa, per rivendicare il proprio ruolo, la propria importanza nella vita scolastica di ogni ordine e grado, così come consacrata da una Legge-Quadro che può e deve rappresentare la “Tavola dei diritti” delle persone colpite da disabilità. Ciò vincendo diffidenze e preconcetti che, spesso, è l’asperità della vita lavorativa condotta che genera anche nell’ambito della stessa categoria….. Noi lo siamo.. ed ANACA quotidianamente rinfranca questo spirito associativo: che non si fonda su propositi personali o di sparuti gruppi, che non vive di rivendicazioni e rancori, ma di piccole gioie donate a ragazzi, famiglie… che non hanno un costo, ma valgono tanto!
Questo spirito supportato da anni di studio, qualifiche, aggiornamenti, specializzazioni, talora è minato dalla triste constatazione che, nonostante si tratti di una categoria riconosciuta sin dal lontano ’92, quella degli assistenti all’autonomia ed alla comunicazione ancora oggi subisce un continuo rimando di competenze tra i diversi enti (Regioni, Province, comuni, Città metropolitane) l’attribuzione di un ruolo deteriore gravi conseguenze sulla qualità del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi scolastici.
Occorre prendere coscienza e consapevolezza che le Istituzioni devono attenersi al rispetto di una Legge – in primis la citata legge-quadro 104/92, che assicura piena tutela al ragazzo speciale mediante un’assistenza scolastica tripartita fra: assistenza di base (condotta dal collaboratore scolastico), assistenza didattica (garantita dal docente di sostegno, che è anche insegnante di classe)e assistenza educativa. Essa ultima è un’assistenza specialistica, la cui qualifica professionale è attestata da una certificazione rilasciata da enti di formazione, che differenzia, per il percorso di studi specifici, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione da tutti gli altri operatori (laureati o diplomati), nonostante si guardi a decisioni autorevoli- quali quelle regionali- che confondono ruoli e professionalità, a detrimento della identità e qualità del servizio.
Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione della provincia di Reggio Calabria, qualificati e che lavorano da diversi anni in tutte le scuole di ogni ordine e grado, richiamano l’ attenzione di tutta la comunità civile: non accettano le continue dequalifiche, rectius: squalifiche operanti sulla loro professione, nè sulla loro persona o su quella dei disabili. Oggi più che mai hanno bisogno di risposte certe, di un trattamento equo e parità di condizioni, di un trattamento economico adeguato! … e la risposta più esaustiva giunga tempestiva ai nostri ragazzi speciali, affinché i principi e i valori consacrati in norme non siano lettere morte ma diritto vivente e sana affermazione del valore umano.






