Lancia un nuovo grido d’allarme il consigliere comunale di opposizione Massimo Ripepi nella conferenza stampa convocata a Palazzo S.Giorgio in merito alla vicenda dell’Autority di Gioia Tauro. La riforma del sistema portuale nazionale con la nascita della grande Autorità portuale del Tirreno Meridionale prevede l’inglobamento degli scali di Messina, Milazzo e Tremestieri nel porto di Gioia Tauro. “Apprendiamo dai giornali la richiesta del presidente Crocetta di una proroga dell’autonomia degli scali siciliani per tre anni. Questa richiesta produrrà un vantaggio per la sola Sicilia, rimandando la creazione di una infrastruttura che diventerebbe la più grande al sud, con tutte le conseguenze di crescita, economica e sociale, che ne deriverebbero per il territorio”. Lo afferma Massimo Ripepi il quale, insieme al coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Pasquale Romeo, dopo le feroci dichiarazioni sul tema dell’aeroporto dello stretto, torna a dar battaglia su un altro dei capisaldi del sistema infrastrutturale della Regione. “Gioia Tauro può diventare davvero l’elemento di occupazione e sviluppo primario nel nostro territorio. Il decreto prevede che la sede che accorpa i tre porti che affacciano sullo stretto sia proprio il porto calabrese. Qualora il ministro Delrio dovesse decidere di concedere la proroga agli scali siciliani, la conseguenza sarà la cancellazione della grande autorità portuale dello stretto. Non potendo prevedere cosa succederà da qui a tre anni, – continua Ripepi – sappiamo di certo che il procrastinarsi di questa situazione di fatto distruggerebbe il progetto che vede Gioia Tauro al centro del sistema portuale nazionale. Un altro pilastro infrastrutturale della nostra terra verrà annientato. Dinnanzi a ciò i nostri parlamentari stanno zitti”. Il consigliere di Fratelli d’Italia lamenta l’assenza di reazioni anche da parte della Regione, il cui assessore ai trasporti è di Catania (si è legittimati a domandarsi se un assessore catanese farà gli interessi di Reggio Calabria?) e da parte del sindaco della città metropolitana, principale interlocutore di questo progetto. “Noi vogliamo che i tre temi chiave da cui dovrebbe passare lo sviluppo della regione, ovvero città metropolitana, aeroporto dello stretto e autorità portuale di Gioia Tauro, vengano difesi e incentivati. La nostra battaglia si fonda su questo. Vogliamo che ogni singolo posto di lavoro venga mantenuto, ma contestualmente continueremo a fare battaglie che devono servire a generare la rinascita della nostra città – e conclude – Siamo stanchi di vedere Reggio distrutta, nel silenzio generale delle istituzioni, della politica e dei cittadini. La classe politica non ha nessuna giustificazione quando per difendere interessi di partito non opera nell’interesse del territorio”.






