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    Evasione fiscale, solo 7% dei Comuni la combattono: tra questi Reggio Calabria

    Sebbene siano aumentati gli incentivi fiscali a beneficio dei Comuni, nel Mezzogiorno l’attività di “intelligence” dei Sindaci è stata pressoché nulla. Ad eccezione delle amministrazioni presenti nelle Regioni a statuto speciale che non sono incluse in questa elaborazione, tra i Comuni capoluogo di provincia del Sud solo Reggio Calabria, Vibo Valentia, Pescara, Teramo, Salerno, Lecce e Benevento hanno avviato delle segnalazioni agli uomini del fisco. Tutte le altre – in particolar modo Napoli, Bari, Foggia, Caserta, Taranto, Avellino e Cosenza – sono rimaste inattive. A darne notizia la Cgia, associazione artigiani e piccole imprese, in un rapporto dedicato proprio alla lotta all’evasione. Alcune amministrazioni comunali “renitenti” sono comunque presenti anche al centro nord. Esse sono: Lodi, Sondrio, Biella, Vercelli, Grosseto, Lucca, Pisa, Siena, Belluno, Rovigo e Treviso. Cosa prevede la legge che consente anche ai Comuni di esercitare in prima persona la lotta all’evasione fiscale? I Sindaci, attraverso il coinvolgimento degli uffici comunali preposti, possono dar luogo ad un’azione di contrasto all’evasione fiscale trasmettendo all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di finanza delle “segnalazioni qualificate” nei confronti di soggetti per i quali sono riscontrati comportamenti evasivi e/o elusivi. Il conseguente recupero di imposta accertato dagli uomini del fisco viene poi trasferito ai Comuni che hanno avviato l’operazione. I principali ambiti d’intervento per i quali i Comuni possono dar luogo a delle “segnalazioni qualificate” sono sintetizzabili in cinque macro aree: commercio e professioni; urbanistica e territorio; proprietà edilizie e patrimonio immobiliare; residenze fittizie all’estero e disponibilità di beni indicativi di capacita’ contributiva.