Sono indagati a vario titolo per abuso d’ufficio, peculato, falso ideologico e minacce a pubblici ufficiali le cinque persone, fra dirigenti, consulenti e funzionari della società ‘Calabria Verde’, destinatarie di cinque misure cautelari, eseguite dalla guardia di finanza di Catanzaro.
L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip Perri, su richiesta del procuratore aggiunto Bombardieri e del sostituto procuratore Prontera.
I provvedimenti – due custodie cautelari in carcere, uno ai domiciliari, un obbligo di dimora e una interdizione – riguardano il direttore generale pro tempore, tre dirigenti (di cui uno in pensione) e un consulente esterno di ‘Calabria Verde’, l’ente in house regionale costituto nel maggio del 2013 nel quale sono confluiti l’azienda forestale della Regione Calabria (Afor) e le Comunità montane, con il compito di assolvere in modo unitario a tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione e della difesa del suolo.
In particolare, secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, gli indagati avrebbero commesso illeciti nell’ambito di un progetto comunitario (Por – fondi europei di sviluppo regionale – 2007/2013) poiché sono stati impiegati fondi per circa 80 milioni di euro, stanziati per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e per i rischi frane del territorio regionale, per fini differenti rispetto a quelli previsti, in quanto erano utilizzati progressivamente per il pagamento in via stabile e continuativa degli stipendi ordinari e degli straordinari dei dipendenti di ‘Calabria verde’.
Con tale stratagemma, secondo gli investigatori, sono stati quindi distratti quasi 80 milioni di euro, rispetto ai 102 milioni stanziati, sottraendoli alla loro funzione vincolata. Infatti, la linea di azione 3.2.1.2. riguarda azioni di rimozioni del rischio di esondazione dei corsi d’acqua attraverso interventi di ripristino della sezione idraulica e della funzionalità delle opere idrauliche in aree a rischio molto elevato (r4) o elevato (r3) all’interno del piano di assetto idrogeologico (p.a.i.) della Regione calabria, mentre quella 3.2.2.1. concerne gli interventi di mitigazione ed eliminazione dal rischio frane con la messa in sicurezza degli insediamenti urbani e delle infrastrutture strategiche in aree a rischio molto elevato (r4) o elevato (r3) all’interno del p.a.i..
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