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    Reggio – Il “caso Raffa” scuote il Consiglio metropolitano

    È iniziata con una dibattuta polemica la prima seduta del Consiglio metropolitano, insediatosi ufficialmente questa mattina presso la sede di Palazzo Alvaro.

    Dopo l’esame dell’ordine del giorno contenente le formalità di rito, infatti, il consigliere Filippo Bova ha presentato all’Assemblea un nuovo documento, un fuori programma, con il quale ha chiesto ufficialmente le dimissioni del presidente della Provincia, Giuseppe Raffa

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    Con l’istanza Raffa è stato invitato in prima battuta a rassegnare le dimissioni e solo dopo nel documento è stata inserita la richiesta al sindaco metropolitano di avviare una formale richiesta di incontro con il presidente Raffa, per velocizzare e concludere positivamente il passaggio di consegne.

    Al riguardo i socialisti Pierpaolo Zavettieri e Giuseppe Zampogna  hanno immediatamente osservato che l’integrazione sembra contraddittoria: “Non si può richiedere un incontro dopo aver chiesto le dimissioni – afferma Zavettieri – Approviamo il documento, ma non condividendone la forma, chiediamo di eliminare l’ integrazione”.

    Immediata e feroce la reazione di Eduardo Lamberti Castronuovo, che ha anche annunciato le sue dimissioni da assessore alla cultura: “Non credo – esclama Lamberti – che le dimissioni di Raffa velocizzino la costituzione del nuovo ente, anzi prevedo che venga nominato un commissario prefettizio che gestirà le funzioni che adesso sono in capo al Presidente facente funzione, senza aver contezza di nulla” .

    “La considerò una scortesia, chiedere le dimissioni di Raffa come prima azione del consiglio neo costituito – continua – Quella odierna avrebbe dovuto essere una riunione d’insediamento, si ritiene una questione di garbo istituzionale rimandare la questione alla prossima seduta”.

    Il fine ultimo di ogni azione, ha spiegato Falcomatà “è quello di accelerare il processo di costituzione della città metropolitana” e per questo “è necessario prendere atto dei passaggi formali necessari”.

    “Il sindaco e il consiglio – ha sottolineato Falcomatà – devono essere messi in condizioni di esercitare a pieno le loro funzioni, attraverso il riconoscimento dei ruoli. Questa coabitazione ingenera ancora confusione nei consiglieri. Con quest’atto  dimostriamo di essere invece consapevoli e parte di un progetto condiviso”.

    Con 13 voti favorevoli e 2 astensioni viene approvato l’ordine del giorno, comprensivo di integrazione.