• Home / CITTA / Catanzaro / Omicidio noto avvocato penalista Pagliuso, “Indagini a 360 gradi”

    Omicidio noto avvocato penalista Pagliuso, “Indagini a 360 gradi”

    L’avvocato penalista di Lamezia Terme, Francesco Pagliuso, tra i più noti legali della zona, è stato assassinato. L’omicidio è avvenuto all’interno del giardino antistante la sua abitazione, che si trova tra Nicastro e Sambiase.

    Pagliuso era tra i legali in alcuni dei processi di ‘ndrangheta calabresi più rilevanti e noti come Andromeda, Perseo, Alchemia e Black Money.

    Pagliuso, nel momento in cui è stato ucciso, era solo in auto. Raggiunto da 2 colpi sparati con un revolver alla testa ed al collo, il penalista è morto all’istante. A trovare il suo corpo, nel corso della notte, sono stati i carabinieri, avvertiti dalla fidanzata della vittima allarmata per il fatto che il penalista non rispondeva al cellulare.

    Segretario della Camera penale di Lamezia, lascia un figlio.

    Le ipotesi degli investigatori

    Una vendetta legata alla sua attività professionale: è questa l’ipotesi che viene seguita in prima battuta nelle indagini, condotte dai carabinieri, sull’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, avvenuto nella tarda serata di ieri a Lamezia Terme. Pagliuso, come avvocato, aveva un vasto giro di clienti, molti dei quali legati ad ambienti della ‘ndrangheta e della criminalità in genere. Tra i suoi clienti anche persone comuni con pendenze di vario tipo con la giustizia o coinvolte in controversie di natura privata. In più la vittima aveva interessi in vari settori economici, in particolare nella ristorazione. E’ verosimile, dunque, che Pagliuso sia rimasto vittima di una vendetta. Si tratta adesso di accertare chi e perché abbia voluto che Pagliuso morisse, o uccidendo personalmente il professionista o incaricando a tale scopo un killer.

    Indagini ad ampio raggio, Maffia: “Non escludiamk alcuna pista”

    “Non escludiamo nulla e, allo stato, non si può restringere il campo investigativo a una sola ipotesi. Le indagini, in altre parole, sono a 360 gradi”. Lo dice il procuratore della Repubblica facente funzioni di Lamezia Terme, Luigi Maffia, in relazione all’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso. Maffia ha assunto la titolarità dell’inchiesta sull’assassinio di Pagliuso insieme al sostituto Marta Agostini. “Il fatto, indubbiamente – ha aggiunto il procuratore Maffia – è molto grave anche perché la vittima era molto conosciuta in svariati ambienti ed aveva una molteplicità di clienti operanti in vari settori. Occorre valutare, dunque, tutte le componenti. Per questo, allo stato, non possiamo escludere alcuna ipotesi”.

    Le riprese delle telecamere

    Potrebbero essere determinanti ai fini delle indagini sull’omicidio di Francesco Pagliuso, 43 anni, il noto penalista assassinato nella tarda serata di ieri a Lamezia Terme (Cz) a colpi d’arma da fuoco, le riprese delle videocamere del sistema di sorveglianza dell’abitazione. I filmati mostrerebbero, infatti, le fasi del delitto, ed in particolare una persona che attendeva a bordo di un’auto la vittima, sparandole due colpi di pistola alla testa mentre scendeva dalla sua vettura, una Bmw. Il cadavere, all’arrivo degli inquireti, era ancora in auto, riverso sul sedile di guida, con lo sportello ancora aperto, nel cortile di casa, in via Marconi, dove la vittima abitava da sola.