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    Conferenza Locri su Asp

    Locri (RC) – Disastro Asp, una sanità che prima di curare dovrebbe essere curata

    La conferenza stampa che stamane ha avuto luogo al palazzo comunale di Locri ha manifestato il suo carattere emergenziale sin dalla convocazione avvenuta dalla sera per la mattina, ma, se ancora si fosse reso necessario, le parole e il piglio duro dei partecipanti non hanno lasciato dubbio alcuno. L’evento ha visto schierati in prima linea il sindaco di Locri, quello di Siderno, il Vescovo della Diocesi Locri-Gerace, il Segretario Provinciale della Uil Sanità, per affrontare una problematica che nelle ultime ore si è mostrata con ancora maggiore urgenza: il collasso del reparto di ortopedia dell’Ospedale di Locri.

    A spiegare bene cosa sta accadendo, con l’intento soprattutto di dileguare i fumosi giochi di parole che alti vertici e illustri rappresentanti utilizzano per sminuire e spostare l’attenzione pubblica da vicende serie,se non vitali, è il dirigente provinciale della Uil, Nuccio Azzarà: “Nella sostanza la chiusura del reparto e la sospensione dei ricoveri si sovrappongono. Non poter ricoverare nessuno nel reparto, in un periodo oltretutto come quello estivo in cui le presenze si triplicano,equivale a bloccare di fatto un servizio”. E’ proprio questo di cui stiamo parlando, il reparto di ortopedia di Locri a causa delle gravi carenze di personale non può garantire la normale gestione dei ricoveri che vengono di fatto sospesi.

    “Siamosolo qui per difendere un diritto, il diritto alla salute. Vogliamo solo che l’ospedale non venga smantellato” ha sentenziato il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, al fine di sottolineare quanto la protesta sia lontana da logiche politiche o partitiche.

    Al grido di “emergenza” che si è levato unanime da parte di tutti i presenti si è unito l’annuncio di una nuova protesta di piazza in programma. Dopo il corteo “No alla chiusura dell’Ospedale di Locri” che lo scorso 17 ottobre ha visto cittadini e amministratori protestare pacificamente a sostegno del nosocomio locrese, è stato annunciato, oggi in anteprima, che il prossimo 15 ottobre ancora una volta si scenderà in piazza per difendere non una struttura, non un servizio ma un diritto: il diritto di poterci curare a casa nostra, il diritto di pretendere una assistenza che noi stessi finanziamo, il diritto di essere in salute, anche se calabresi.