“In relazione a quanto successo nel processo “Cosa Mia”, cioè la scarcerazione per decorrenza dei termini di tre imputati accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, tale vicenda ha assunto nella stampa nazionale grande rilievo, solo perché la caratura delle persone scarcerate ha creato un grave problema di allarme sociale”. E’ quanto si legge in una nota di Antonino Iannò. segretario regionale della Confsal Unsa. “Ormai da anni – è scritto nella nota – la Federazione Conf.s.a.l. Unsa che rappresento nella Regione Calabria, ha lanciato un grido di allarme, rimasto inascoltato dalla politica, chiedendo nuove assunzioni di personale. Tranne qualche centinaio di funzionari giudiziari, assunti tra il 2008 e il 2010, è da oltre 15 anni, a causa del blocco del turn over, che non si fanno assunzioni nel Ministero della Giustizia, carente di circa 9.000 dipendenti. Anche per i magistrati si pone un problema di scopertura d’organico, che in percentuale è comunque sicuramente inferiore a quello dei dipendenti amministrativi, a cui si aggiungono i giudici fuori ruolo. Da questo mix e da altre problematiche procedurali e di natura organizzativa, non solo si rischia di scarcerare pericolosi delinquenti, ma ormai vige da tempo la cosiddetta “amnistia subdola”, in quanto una marea di procedimenti penali finiscono in prescrizione, non rendendo giustizia alle persone offese ed alla società che pretende il rispetto delle regole. Forse una buona fetta della politica, non vuol far funzionare la giustizia per paura di essere ingabbiata tra le maglie della stessa. Ferme restando le responsabilità dei singoli, e non conoscendo i dettagli della vicenda del processo “Cosa Mia”, in cui eventuali responsabilità, saranno accertate da parte degli organi deputati, corre l’obbligo di fare una smentita rispetto a quanto pubblicato sul Suo quotidiano in un articolo pubblicato il 15 giugno 2016 dal titolo: -Vicenda processo “Cosa Mia” l’Anm sostiene il giudice Di Segreteria Regionale Calabria Via Paolo Pellicanò 30 – 89128 Reggio Calabria Tel. e FAX 0965/923521 – email: unsaconfsal.rc@libero.it PEC: unsaconfsal.rc@pec.it Web: www.confsalunsarc.it Rienzo-, relativamente al fatto che la carenza di personale amministrativo, rende il lavoro più faticoso, costringendo i magistrati a farsi carico anche di tali adempimenti, sottraendo così tempo ed energie all’attività giurisdizionale. Segnalo, per quanto a conoscenza, che nessuna attività prevista per i dipendenti, viene svolta dai giudici, ma spesso è il contrario, cioè è il personale amministrativo che dà un supporto all’attività di competenza dei giudici, come ad esempio accade quando presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, il personale intesta le sentenze, senza una minuta predisposta dal magistrato. Non vi è dubbio che i giudici siano oberati di lavoro, ma il personale amministrativo di supporto, senza il giusto riconoscimento economico, è ormai allo stremo a causa delle gravi carenze d’organico e sarebbe ora che ciò venisse riconosciuto apertamente dall’opinione pubblica, che finora ha dipinto i dipendenti pubblici come dei fannulloni”.





