• Home / CITTA / Argentieri Piuma: “Il rapporto tra Crotone e l’Eni deve essere paritario”

    Argentieri Piuma: “Il rapporto tra Crotone e l’Eni deve essere paritario”

    La sua Crotone sarà improntata a ritrovare una identità territoriale con una amministrazione lungimirante e decisionista. Antonio Argentieri Piuma è di fatto il candidato delle forze imprenditoriali e moderate del territorio pitagorico. Nonostante la sua lista, come quella della maggior parte dei protagonisti di questa tornata elettorale, non ha simboli politici a supporto, ma si sa, che il suo nome è espressione di centrodestra. Strill.it a ridosso delle elezioni lo ha intervistato per capire alcuni punti del suo programma.

    Qual è il motivo che l’ha spinta a scendere in campo per Crotone?

    L’amore per la mia città e la ferma volontà di far rinascere Crotone dallo stato di degrado e abbandono in cui versa da diversi anni. Ho scelto tanti anni fa di dare vita alla mia attività imprenditoriale in questa città e voglio fermamente che essa, come tutte le altre, possa proseguire il suo naturale percorso. Voglio che ogni azienda possa proseguire la propria attività consentendo il cambio generazionale di padre in figlio senza che il successore possa un giorno dover abbandonare questa terra ancor di più chiudere i battenti

    Come si esce da un immobilismo per un cambiamento radicale della città?

    Ritengo che un cambiamento radicale possa arrivare soltanto se fatto tutti insieme lavorando per il bene comune e non soltanto per il proprio piccolo orticello come avviene da troppo anni. Ritengo che la svolta non possa prescindere da un’amministrazione lungimirante e decisionista. Una buona politica amministrativa sono convinto sia quella di non fare false promesse ma di opere e programmi concretamente realizzabili che possano produrre occupazione soprattutto giovanile e opportunità di lavoro per tutti. E’ noto infatti l’alto tasso di disoccupazione giovanile e allo stesso tempo la forte migrazione di tantissimi figli di mamma che devono andare quasi ad elemosinare lavoro a centinaia di chilometri di distanza dai propri affetti. Vi posso garantire che sarà mio preciso dovere e utilizzerò tutte le risorse ed i sacrifici necessari perché questo sistema di vita possa trovare una svolta.

    Crotone è forse l’unica vera zona industriale calabrese: il più grande parco eolico d’Europa, due centrali a biomasse, una centrale a turbogas, trivelle, il Cara, addirittura una fabbrica dell’ex gruppo Marcegaglia… insomma sulla carta potenzialmente una delle città più ricche d’Italia, ma così non è? Si è dato una risposta al riguardo?

    Non condivido il concetto in base al quale l’ubicazione sul territorio crotonese de
    – il più grande parco eolico d’Europa
    – 1 centrale a turbogas (Scandale)
    – 2 piattaforme Eni per l’estrazione del metano (Crotone)
    – due centrali a biomasse (Crotone e Strongoli)
    – il Cara (Isola capo Rizzuto)
    – una centrale a biomasse (non già una fabbrica dell’ex gruppo Marcegaglia), possano far pensare a Crotone come a una delle più ricche città d’Italia, attese le scarse ricadute occupazionali che questi insediamenti riescono a produrre sul territorio crotonese. La vera ricchezza invece sarebbe tutta una serie di attività nei settori a più alto valore aggiunto direttamente gestite dalla classe imprenditorale locale crotonese. A tale fine, nel mio programma è previsto la costituzione di una scuola di management per la formazione di giovani che hanno voglia di fare impresa per infondere loro lo spirito “dell’intrapresa”, vera ricchezza del territorio.

    Quali sono le azioni concrete per realizzare la bonifica in quello che è considerato un Sin dal Sistema sanitario nazionale, con uno dei più alti tassi di mortalità imputabili proprio all’inquinamento?

    La prima azione che il sindaco dovrebbe fare è convocare un tavolo tecnico tra dirigenti ed enti locali e porre la questione in maniera tecnica avendone le competenze e la politica, avendo autorevolezza e credibilità.
    Il rapporto tra Crotone e l’Eni deve essere paritario. La politica industriale da 70 anni indubbiamente ha recato danni di natura ambientale a questo nostro territorio. Ciò non vuol dire però essere impotenti nel cambiare le cose. Il sindaco una delle azioni che potrebbe mettere in atto per bonificare a rivalutare il sito Sin è quella di procedere alla inertizzazione di materiali ritenuti pericolosi per poi riutilizzarli nella realizzazione di un sito fruibile per tutta la cittadinanza.

    Cosa cambierà a Crotone se dovesse diventare sindaco Argentieri Piuma?

    Crotone, come già previsto nel mio programma, dovrà diventare a tutti gli effetti, una città europea. Ciò avverrà tramite l’accesso a fondi europei per la riqualificazione del centro storico e il ripristino del sistema fognario, dell’illuminazione pubblica, degli spazi verdi e tutto ciò che l’amministrazione precedente non ha inteso dare corso. Crotone dovrà sfruttare al massimo i suoi tre gioielli: Capocolonna, il centro storico e la sua naturale vocazione turistica.

    Chiudiamo con le unioni civili. Sì o no? Argentieri Piuma le celebrerà?

    Pongo a fondamento della società la famiglia tradizionale. Mi avvarrò quindi, per non incorrere in eventuali sanzioni previste dalla legge Cirinnà, della facoltà di delega.