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    Reggio, corrette pratiche di smaltimento e riuso della spazzatura. Seminario dell’Ordine degli Ingegneri

    Gli ingegneri reggini vogliono diventare un punto di riferimento per la società civile e per le amministrazioni pubbliche nell’intricato sistema di gestione dei rifiuti. E’ questo ciò che è emerso questa mattina al termine del seminario, organizzato dall’Ordine provinciale degli Ingegneri di Reggio Calabria, sulle corrette pratiche di smaltimento e riuso della spazzatura. Francesco Foti, vice presidente dell’Ordine degli Ingegneri reggini, ha messo in evidenza il ruolo dei propri iscritti che, oltre gli aspetti prettamente tecnici, “hanno la possibilità di contribuire alla crescita di una coscienza sociale che demarchi un confine certo fra un uso corretto ed un uso opaco dei rifiuti”.

    Presso la sede dell’ordine di via Osanna sono intervenuti tecnici, esperti del settore, rappresentanti delle Forze dell’ordine e professori universitari.

    Dopo i saluti dei vertici dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, si sono registrati gli interventi previsti nella scaletta dei relatori. I primi a prendere la parola sono stati il sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria Alberto Cianfarini, che ha rappresentato ai partecipanti l’inquadramento generale del sistema di gestione trattamento dei rifiuti, specificando i soggetti coinvolti, il loro ruolo e le loro responsabilità. Il sostituto procuratore generale della Corte di Appello, poi, ha fatto una disamina dell’apparato sanzionatorio previsto dalle normative in vigore.

    L’Ispettore del Corpo forestale dello Stato Vincenzo Corso, invece, si è intrattenuto sull’attività istituzionale del corpo e, soprattutto, sui controlli effettuati per la prevenzione dei reati ambientali e la repressione, attraverso accurate attività di indagine effettuate sul campo, del deprecabile fenomeno dello smaltimento illegale dei rifiuti.

    Il programma del seminario organizzato dall’Ordine degli Ingegneri reggini, che si prolungherà per tutta la giornata odierna, prevede gli interventi del professore Paolo Calabrò, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che relazionerà sul tema: “I sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani alla luce deli obiettivi strategici europei”; della dottoressa Angela Bruna Cardile, dell’Arpacal, che ha delucidato i presenti sull’argomento: “L’analisi di rischio dei siti contaminati, applicazione delle procedure a casi reali”.

    Durante la sessione pomeridiana dei lavori, invece, al tavolo dei relatori si sono alternati: il professore Gaetano Di Bella e il dottore Roberto Feo, dell’Università Kore di Enna, sul tema: “Analisi, caratterizzazione e trattamento di sedimenti marini contaminati”; il dottore Carmine Zoccali, di Informa- Azienda apeciale della Camera di Commercio di Reggio Calabria, sull’argomento: “La gestione amministrativa dei rifiuti delle imprese edili: adempimenti e de materializzazione” e, infine, l’ingegnere Margherita Tripodi, della Regione Calabria, che è intervenuta sul tema: “Il ciclo di gestione dei rifiuti da costruzione & demolizione: dal cantiere allo smaltimento finale”.

    Gli ingegneri reggini, con il seminario rivolto a tutti gli iscritti all’ordine provinciale, hanno voluto mettere in evidenza la necessità in Calabria di una “gestione dei rifiuti che sia il frutto di un modello operativo globale, attento a tutto il ciclo di vita del prodotto, che va dalla produzione, alla distribuzione e al consumo, fino allo smaltimento e/o al riciclo. In questo contesto, la responsabilità dell’ingegnere è specialmente quella di contribuire alla creazione di modelli operativi virtuosi che, oltre a determinare il compimento di adeguati sistemi tecnologici, portino ad una modernizzazione della società”.