• Home / CITTA / Catanzaro / Aeroporto Lamezia – Tira e molla Sacal: accordo su nuovo ramo di azienda ma non tutti sono contenti…

    Aeroporto Lamezia – Tira e molla Sacal: accordo su nuovo ramo di azienda ma non tutti sono contenti…

    di Clara Varano – La vicenda della nuova società di gestione dell’handling dell’aeroporto di Santa Eufemia a Lamezia Terme è molto dibattuta. Nuovo ramo sì, nuovo ramo no. Ad onor del vero quel ramo non solo è necessario, ma è anche obbligatorio. Sì perché la legge è chiara sull’esternalizzazione dei servizi nel caso in cui uno scalo superi i 2 milioni di passeggeri all’anno. Dunque Sacal, la società di gestione dell’aeroporto catanzarese, avrebbe comunque, anche senza trambusto, dovuto cedere a terzi il servizio. dove sta l’inghippo allora? Naturalmente sta sempre sul materiale umano, i lavoratori. Che fine farebbero in futuro i lavoratori spostati in questa nuova società se dovesse fallire, se dovesse essere cambiata, se…, se …,se… Un’infinita sfilza di interrogativi e ipotesi che nessuno può prevedere con certezza. Eppure quei lavoratori vanno tutelati. Inizia il tira e molla tra la triplice sindacale. Cisl e Uil firmano subito in Provincia a Catanzaro l’accordo con la società per la salvaguardia dei livelli occupazionali per i 3 anni successi alla nascita della neonata società. Cgil si oppone perché “servono più garanzie”, garanzie però “che – spiegano in un secondo incontro Cisl e Uil – non possono comunque esserci fino in fondo perché non è possibile prevedere un infinità di variabili” anche se, continuano le due sigle,  “per noi la tutela del lavoratore è sempre alla base di ogni intesa”.

    Dopo un tira e molla di alcuni giorni, ieri, il Consiglio di amministrazione della Sacal “licenzia” la clausola di salvaguardia per i livelli occupazionali delle unità trasferite dalla Sacal alla nuova società che gestirà l’handling, con una garanzia che arriva fino a 5 anni. Tutti felici e contenti? In parte sì. E poi c’è l’Usb che aveva chiesto in Prefettura un rinvio del Cda o che “quantomeno non si assumessero decisioni definitive”, ma sopratutto chiedeva una maggiore tutela per i dipendenti sia a tempo determinato che a tempo indeterminato e chiude la sua nota chiosando: “Oggi i lavoratori hanno tutte le ragioni per sentirsi traditi, per questo motivo, la USB non considera affatto un capitalo chiuso la decisione di Sacal, ma alzerà il livello dello scontro con l’azienda”.