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    Reggio: scenari di guerra?

    L’omicidio di Giovanni Vilasi, l’imprenditore 51enne ucciso in pieno giorno a Reggio Calabria, è solo l’ultimo di una serie di fatti violenti che mettono così tanto in allerta il territorio da portare ad una nuova, immediata riunione ai vertici in Prefettura, a pochi giorni dalla visita del ministro dell’Interno Angelino Alfano. “E’ la reazione della ‘ndrangheta alla presenza dello Stato” ha detto Alfano. Secondo il ministro, dunque, la nuova ondata di crimini nella città e nel reggino, dipenderebbe dalla reazione di una criminalità organizzata intimorita dal numero in più in organico alle forze dell’Ordine. Ma cosa c’è dietro? Quali equilibri sono saltati e quali si tenta di riaffermare? Cosa deve aspettarsi Reggio in futuro, proiettili vaganti in pieno centro?

    Quel che è certo è che un territorio, una città come Reggio Calabria, per lungo tempo teatro di fatti di ‘ndrangheta che hanno sconvolto l’intera cittadinanza, è di nuovo preda della violenza, in mezzo alle strade, in pieno giorno.

    Da domenica 7 febbraio, carnevale, quando in pieno centro, su corso Garibaldi, la polizia ha rinvenuto un ordigno realizzato con un estintore e del liquido infiammabile, inesploso, fino ad oggi, con l’omicidio di Vilasi, Reggio è stato lo scenario di fatti cruenti e preoccupanti.

    I due episodi precedenti

    Solo due giorni dopo la bomba inesplosaAntonino Princi, un operaio incensurato di 45 anni che lavora nell’impianto di rifiuti di Sambatello, viene ferito con alcuni colpi di arma da fuoco, di striscio all’addome, e si salva per miracolo rientrando nel cortile del lavoro. Il 12 febbraio, esattamente il giorno dopo la visita del ministro, invece, la vittima di un attentato è un 39enne colpito da alcuni pallini di fucile davanti ad un alimentari nella periferia Sud.

    Colpito tutto il reggino

    Allargando a tutto il territorio della futura città metropolitana l’episodio più preoccupante che ha colpito al cuore l’economia reggina non può passare inosservato: l’atto intimidatorio contro le autolinee Federico, che nel giro di una notte hanno visto andare in fumo decine di autobus.