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    Reggio, consegnati 110 beni confiscati. Quando lo Stato vince e la mafia perde

    di Marina Malara – “I numeri parlano chiaro, l’Agenzia funziona. I risultati ci inorgogliscono e non ci fermeremo”. Le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, non lasciano spazio ad altre interpretazioni sull’attività e sull’utilità dell’ Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata. Un successo dello Stato, un segnale di legalità che deve arrivare alla gente e soprattutto ai più bisognosi a cui si programma di affidare una parte dei beni confiscati. A Reggio Calabria, nel  Salone del Grand Hotel Miramare si è svolta la cerimonia di consegna dei Beni Confiscati dell’ANBSC ai Comuni calabresi, con il Direttore dell’Agenzia, il Prefetto Umberto Postiglione, alla presenza del Componente del Consiglio direttivo dell’ANBSC il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti,  del Sindaco del Comune di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, del Presidente della Provincia Giuseppe Raffa  e delle autorità civili e militari. consegna beni 3L’elenco dei beni consegnati oggi comprende 110 tra appartamenti, ville, terreni agricoli e non, fabbricati commerciali, magazzini e depositi tutti insistenti nel territorio della Regione Calabria. A beneficiarne sono 21 comuni e la Regione Calabria per quanto riguarda gli enti locali. Tre beni sono andati all’agenzia del Demanio mentre è stata consegnata alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria una Collezione di 104 tele di grande pregio per la realizzazione di una mostra permanente nel Comune di Reggio Calabria. Se guardiamo all’operato dell’Agenzia su tutto il territorio nazionale, nel corso dell’anno 2015 sono stati  restituiti alla comunità ben oltre 4.000 beni. Il mantenimento di molti degli immobili confiscati al patrimonio dello Stato ha comportato, una significativa riduzione per le spese degli affitti che gravano sulle Pubbliche Amministrazioni con un notevole e significativo risparmio per l’Erario. Grande valore simbolico hanno le cerimonie di consegna dei beni alle comunità locali, hanno sottolineato sia Roberti che Postiglione, perché questo è un momento che sancisce il passaggio alle comunità locali del bene per il riutilizzo, a risarcimento della ricchezza illegalmente sottratta al territorio dalla criminalità organizzata. Azioni di legalità che danno un forte segnale della presenza dello Stato e che aiutano gli Enti Locali, in questo momento di criticità, a dare  risorse da dedicare alle politiche sociali, attraverso la destinazione degli immobili, ad esempio, per  alloggi per l’emergenza abitativa, buoni casa, buoni libri e borse lavoro. Il lavoro continua. I beni consegnati al Miramare sono solo una parte di quelli che andranno a diventare risorse per la società pulita. Nel pomeriggio, infatti, presso la sede dell’Agenzia Nazionale, il Consiglio Direttivo ha destinato altri 346  beni confiscati alla criminalità organizzata su tutto il territorio nazionale. Di questi ben 84 saranno destinati al Comune di Reggio Calabria, per emergenza abitativa e finalità sociali.

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