Saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Reggio Calabria i particolari dell’operazione che ha portato all’arresto stamattina dei due boss della ‘ndrangheta latitanti Giuseppe Ferraro, di 47 anni, e Giuseppe Crea, di 37. All’incontro con i giornalisti, che è fissato per le 11:30, parteciperanno il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, che ha sottolineato come l’impegno e la sinergia in questa operazione siano stati fondamentali, insieme a lui altri magistrati dell’ufficio, il questore, Raffaele Grassi, ed il capo della Prima Divisione dello Sco, Andrea Grassi.
Ferraro e Crea sono due boss, entrambi capicosca, Giuseppe Ferraro, e Giuseppe Crea e sono stati sorpresi in un bunker dietro un costone in una zona impervia della provincia di Reggio Calabria, chiamata Agro di Maropati. Si tratta di una costruzione in metallo dotata all’interno di tutti i confort.
Ferraro, latitante dal 1998, deve scontare una condanna all’ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa, mentre Crea, irreperibile dal 2006, è stato condannato per associazione mafiosa. C’era a che un fucile mitragliatore nel covo in cui si nascondevano i due boss di ‘ndrangheta. Nel nascondiglio i poliziotti, nel momento dell’irruzione, secondo quanto ha riferito il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, che ha diretto l’operazione che ha portato ai due arresti, hanno trovato una decina di fucili di vario tipo ed un consistente quantitativo di pistole.
Le armi rappresentavano, secondo gli investigatori, uno degli arsenali delle cosche di riferimento dei due latitanti.





