• Fondamentale confronto. Falcomatà: “Serve spirito padri costituenti”

    Si è subito manifestata l’esigenza di definire delle zone omogenee all’interno del territorio della Città Metropolitana di Reggio, per una costruzione coerente con modelli di sviluppo territoriale. In questo senso, analizzando i dati dell’area metropolitana di Reggio Calabria si è giunti all’identificazione di 4 aree che includono territori simili per fattori economici, sociali, geografici e infrastrutturali. Queste sono: l’Area dello Stretto; la Città degli Ulivi (o Area della Piana); l’Area Grecanica;l’ Area della Locride. Poi ve ne è anche una  quinta che comprende la fascia del parco nazionale dell’Aspromonte che in parte si interseca con le altre. Con i cittadini di queste zone omogenee il sindaco Falcomatà ha inteso avviare una serie di percorsi di partecipazione e costruzione sociale, indispensabili per la nascita e l’avvio della città metropolitana di Reggio, attraverso quattro  iniziative di confronto durante le quali aprire il dibattito e il confronto.  Il lavoro è a buon punto, visto che tre confronti si sono già svolti e mancherebbe solo l’ultimo con l’area della Locride. “Lo spirito con il quale dobbiamo approcciarci a questa sfida, ci ha spiegato il Sindaco Falcomatà, deve essere, con le dovute proporzioni, quello dei padri costituenti che hanno fondato la nostra Repubblica. Certo le condizioni oggi per fortuna sono molto diverse, ma le opportunità che abbiamo di fronte, in proporzione, non sono da meno. L’istituzione della Città Metropolitana ci proietta in un sistema che rappresenterà il cuore pulsante del Paese, dal punto di vista economico e sociale. Dobbiamo arrivare pronti a questo appuntamento, nella consapevolezza che gli effetti delle nostre scelte si vedranno solo tra qualche anno, ma avranno un’influenza enorme sul futuro del nostro territorio”. In tutte queste aree è evidente la necessità di sviluppare la mobilità interna, avviare politiche di sostegno all’agricoltura,valorizzare dal punto di vista turistico i beni culturali e le ricchezze enogastronomiche, mettere a sistema i tanti poli di eccellenza presenti sul territorio. Per questo motivo, secondo Falcomatà il confronto con i sindaci ha un’importanza fondamentale per costruire una carta costituente che valorizzi le peculiarità dei territori, secondo una visione policentrica che garantisce rappresentatività ai cittadini, eliminando il concetto di periferia e mettendo in risalto il grande patrimonio di energie che caratterizzano l’intero comprensorio della Città Metropolitana.
    Marina Malara