di Angela Panzera – Le cosche Pesce-Pantano e Bellocco-Cimato vanno sepolte da quasi 300 anni di carcere. Sono richieste di condanna pesantissime quelle invocate dal pm antimafia Giulia Pantano, impegnata in una lunga requisitoria, che al gup Filippo Aragona ha chiesto la condanna di tutte le persone alla sbarra in abbreviato nel processo scaturito dall’inchiesta “Eclissi”. Le pene richieste oscillano dai 30 anni ai 3 anni e 4 mesi di detenzione. Le accuse contestate dalla Dda sono a vario titolo quelle di estorsione, danneggiamenti, possesso e uso di armi da guerra, traffico di stupefacenti, condizionamento delle Istituzioni, infiltrazioni di chiara matrice ‘ndranghetista nell’amministrazione comunale di San Ferdinando finalizzate al controllo di autorizzazioni e appalti. La richiesta di condanna più dura è stata invocata per Gregorio Malvaso( in foto), il presunto capocrimine di Ferdinando a sua volta legato alle ‘ndrine Bellocco-Cimato, che per la Dda va condannato a 30 anni di carcere. Ammonta invece, a 24 anni di reclusione la pena invocata per il presunto boss Ferdinando Cimato mentre è di 20 anni quella richiesta per Giuseppe Pantano, classe 1962. L’operazione “Eclissi” condotta dai Carabinieri reggini, è stata compiuta in due trance: la prima nell’ottobre dello scorso anno e la seconda a luglio. Tra i fermati nella prima operazione ci furono anche il Sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi, il Vicesindaco Santo Celi e il consigliere comunale Giovanni Pantano, iscritto al movimento 5 stelle, anche se non eletto con una lista certificata, poi dimessosi dal Consiglio Comunale quando sul comune di San Ferdinando imperversava la “tempesta” relativa al trasbordo delle armi chimiche dal porto di Gioia Tauro. Tutti questi imputati però hanno scelto di essere giudicati in ordinario e per loro il processo è iniziato l’undici dicembre scorso dinnanzi al Tribunale di Palmi.
L’operazione “Eclissi” prende avvio quindi dal mese di novembre 2013. A destare l’interesse degli investigatori un semplice danneggiamento di un’autovettura che in realtà, secondo le risultanze immediatamente riscontrate, lascia intuire uno scontro, pronto per sfociare in una vera e propria guerra di ‘ndrangheta, tra le ‘ndrine dei Bellocco-Cimato da un lato e dei Pesce-Pantano dall’altro. A seguito delle indagini, sempre più stringenti, nei confronti dei soggetti ritenuti appartenenti alle due famiglie di ‘ndrangheta, la Dda sarebbe riuscita a ricostruire il complesso sistema di interessi che i due gruppi criminali gestivano, giungendo perfino a controllare in maniera del tutto organica, i principali gangli dell’amministrazione comunale, assoggettando il Municipio attraverso propri rappresentanti diretti. Durante il giudizio abbreviato sono state depositate, e acquisite dal gup, le dichiarazioni di Annina Lo Bianco- ex compagna di Gregorio Malvaso. La donna collabora con la Dda dal maggio scorso e i suoi verbali fanno parte dell’inchiesta così come quelli del figlio, di 11 anni, che nonostante la giovane età è stato ritenuto fondamentale per il giudice acquisirne le dichiarazioni.
Ecco nel dettaglio le richieste di condanna invocate dal pm antimafia Giulia Pantano:
Ferdinando Cimato (1980), 24 anni
Antonio Cimato (1989), 14 anni
Gregorio Malvaso, 30 anni
Giuseppe Schicchitano, 16 anni
Giuseppe Gioffrè, 16 anni
Federico Morano, 8 anni
Giuseppe Albano, 16 anni
Nicola Caprino, 8 anni
Pasquale Mazzeo, 14 anni
Ferdinando Naso, 12 anni
Ferdinando Paparratto, 6 anni e 8 mesi e 40 mila euro
Pasquale Albano, 10 anni
Bruno Celi (1984), 12 anni
Francesco Di Bella, 9 anni e 4 mesi
Milena Nikolaeva Prodanova, 10 anni
Georgeva Viktoriya Trifonova, 12 anni
Silvio Albano, 9 anni e 4 mesi
Daniele Marafioti, 5 anni e 4 mesi
Giacomo Pirrottina, 10 anni
Giuseppe Pantano (1962), 20 anni
Jhonny Pantano (1991), 8 anni
Francesco Albano, 6 e 8 mila
Fabio Rappazzo , 6 anni e 8 mesi e 40 mila
Andrea Aversa, 3 anni e 4 mesi






