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    Peppe Doldo

    Nuova sfida già lanciata: realizzazione al Morelli polo oncoematologico

    Si comincia a delineare il futuro dell’azienda ospedaliera reggina. Per adesso sono semplici tracce. Ma fondamentali per uno sviluppo che in un paio d’anni potrebbe portare alla realizzazione del polo oncoematologico al presidio Morelli. E soprattutto capace di dare risposte di qualità, al pari di tanti altri centri italiani. L’hardware, per così dire, c’è quasi tutto, già da adesso. Si tratta solo di terminare di realizzare i due nuovi plessi, peraltro già individuati da tempo come polo di oncoematologia. Perche, così come sottolinea il direttore sanitario Peppe Doldo, una delle richieste più importanti da parte della comunità reggina e della provincia riguarda la ricerca di soluzioni a patologie di tipo cardiologico ed oncologico. E se per la prima si è arrivati ormai al traguardo, sia pure con tanta fatica, per la seconda occorre lavorarci fin da adesso. “Stiamo cercando di vedere come poter migliorare partendo dall’esistente – spiega meglio il direttore sanitario – se riusciamo a centrare questo ambizioso obiettivo, per il quale occorreranno almeno un paio d’anni, probabilmente potremo dare risposte di qualità, risparmiando nel contempo anche parecchie risorse. E la gente non sarà più costretta ad andare via”. L’hardware di cui si accennava sopra consiste, per esempio, nella produzione di farmaci antiblastici con una macchina, un sistema che si chiama Ufa “Unità di Farmaci Antiblastici” (detta “camera bianca”) che da sola probabilmente produce più farmaci di Cosenza e Catanzaro messe assieme. E poi l’arrivo della Pet, il nuovo acceleratore lineare ed altre apparecchiature tecnologiche all’avanguardia, oltre ad una attività di chemioterapia di grande qualità ed entità. “Esistono, quindi, le potenzialità per rispondere alle esigenze dei cittadini – aggiunge Doldo – occorre adesso fare uno sforzo organizzativo per mettere assieme il tutto, perché gli strumenti adesso sono in un certo senso slegati l’uno dall’altro, e rispondere alle esigenze dei pazienti. L’obiettivo adesso è di avere dei chirurghi, come quelli toracici ed anche stimolare i nostri, quelli che già lavorano all’interno della struttura, a rispondere prima e meglio alla patologia oncologica e completare il percorso di cure della stessa patologia”.
    Al polo oncoematologico confluiranno il Centro trapianti midollo osseo, Ematologia ed Oncologia, comprese le rispettive degenze e day hospital, l’Ufa, la macchina per gli antiblastici, e tutta l’attività della radioterapia oncologica. Il tutto concentrato in due grandi blocchi. “La settimana scorsa hanno terminato il secondo solaio – ci rivela il commissario Benedetto intervendo nella chiacchierata con Doldo – adesso c’è da costruire il terzo. I lavori stanno proseguendo spediti, i tempi di consegna dovrebbero essere verso la fine del 2016. Forse si sforerà a seguito di alcuni cambiamenti ma entro qualche anno avremo tutta l’oncologia ed ematologia con grandissima disponibilità di spazi, comodità, risorse, arredamenti, certificazioni necessarie in un ambito in cui si lavora non solo con il rischio dal punto di vista terapeutico ma soprattutto da quello dell’immunodepressione dei pazienti e quindi con tutti quei sistemi di controllo necessari in un ospedale moderno. Ed il Morelli diventerà un ospedale modernissimo, destinato solo a questo tipo di cure e patologie”. Ai Riuniti gli acuti, quindi, ed al Morelli un’area dipartimentale medica con l’oncoematologia. “Per metterlo in sicurezza – tiene a dire il commissario – abbiamo previsto una postazione di anestesia e rianimazione, nel caso qualche paziente si sentisse male. Ma i Riuniti resteranno sempre il cuore pulsante del sistema perché al suo interno insisteranno tutte le attività per gli acuti”.
    “Quello che non siamo riusciti fino adesso? liberare la Medicina dalle barelle”. E’ il direttore sanitario Peppe Doldo a fare questa volta una sorta di ammissione di colpa, anche se poi in realtà le cause vanno poi a concentrarsi su altri aspetti. “In teoria abbiamo la possibilità di risolvere questo problema, spostando la Medicina al Morelli, cosa che fino adesso non abbiamo potuto fare per l’impossibilità di assumere anestesisti e di garantire sicurezza. Spero che nei primi mesi del prossimo anno si possa raggiungere l’obiettivo, cioè quello di trattenere il paziente che ha bisogno di essere stabilizzato ai Riuniti e trasferire al Morelli il malato stabile. Questo potrebbe consentire a tutti i malati che vivono attualmente ai Riuniti una condizione di grande disagio in Medicina, una situazione che ci umilia quotidianamente, di avere posti letto, stanze umanizzate con bagno e tutto il resto. Chiaro che, se non ci sarà l’integrazione e la sinergia con la sanità del territorio, non ci saranno posti letto che potranno bastare. Ma almeno daremo la sicurezza di essere trattati e curati all’interno di un luogo adeguato, sostenibile e dignitoso”.

    Domenico Grillone