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Cinema, linguaggi e amarcord rendesi, Manna: “Riapertura Santa Chiara fatto rivoluzionario”

29 Dicembre 2015
in CITTA, Cosenza
Tempo di lettura: 3 minuti
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Cinema Rende - Manna

“La riapertura di un cinema del 1925 rappresenta il senso e la direzione delle nostre politiche culturali. E’ stata una grande emozione salire sul palco e dare il via alla nuova vita del Santa Chiara. Sarà un ricordo che porterò sempre con me”.
E’ quanto ha affermato il sindaco di Rende, Marcello Manna, che ieri ha aperto I battenti della cerimonia di inaugurazione del cinema Santa Chiara, il più antico della provincia di Cosenza, che riapre dopo 24 anni.
“Quando riparte un cinema – ha aggiunto Manna – con una storia così importante, ci si trova dinnanzi a un fatto eminentemente rivoluzionario nel panorama della Settima arte in una terra difficile come la Calabria. E’ uno spazio di dialogo e confronto, in primis con l’Unical. E ringrazio il professor Carlo Fanelli per la sua presenza. Così come ringrazio Italo Costantino e Ignazio Garofalo, grandi continuatori della favola del Santa Chiara. L’inaugurazione di ieri ha dato già il senso di quello che siamo e cosa vogliamo: siamo in cerca di contenuti e idee. Come quelle espresse dal direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace. Anche a Paride sono grato per quanto ha detto e per i consigli di cui faremo tesoro. La lezione della contaminazione fra linguaggio alto e un registro intellettuale più popolare sarà la doppia anima di questo nuovo vecchio cinema”.

Il primo cittadino, sottolineando come il ripartire dal centro storico sia sempre stato obiettivo primario della sua giunta, ha affermato che grazie al lavoro di squadra tra assessori e tecnici è stato possibile restituire alla città uno di luoghi storici, fulcro per molti anni della vita sociale e culturale di Rende.

“L’Unical voleva essere presente stasera – ha detto Carlo Fanelli, docente di Teorie e tecniche della performance all’Università della Calabria- perché intende proseguire quel progetto di collaborazione avviato con l’amministrazione Manna affinché città e campus continuino a dialogare in maniera proficua”.
Serata ricca di proiezioni e discussioni intorno alla settima arte.
Paride Leporace, presidente della Lucana Film Commision, – intervistato da Alfonso Bombini – ha voluto sottolineare l’importanza simbolica della riapertura del cinema: “Abbiamo bisogno di questi momenti di vera e propria resistenza umana in cui la visione collettiva ha una valenza diversa nel riappropriarci della storia delle immagini ormai scalzata dall’avvento del digitale. Questi momenti sono quindi fondamentali anche nelle scuole e nelle università c’è necessità di educare all’immagine. Riaprire piccole sale cinematografiche è scommessa che ci dimostra la via da intraprendere. Questo cinema è la testimonianza di come dedicarsi alla settima arte oggi sia un atto politico molto significativo”
Il valore simbolico si intreccia a quello storico caratterizzando l’identità collettiva della città: i cinquant’anni di attività del Santa Chiara sono stati al centro dell’intervista della giornalista Simona De Maria a Italo e Orazio Garofalo, famiglia che ininterrottamente, dal 1925 sino al 1979, ha gestito il cinema del borgo antico.
“Ricordo -ha affermato Italo Garofalo- quando per entrare si pagava una lira: era l’epoca del muto e l’orchestrina suonava mentre mia sorella leggeva le didascalie dei film al pubblico in sala. Poi venne l’avvento del sonoro e la sala si riempiva a dismisura. La nostra è stata una vera e propria ossessione per la settima arte che mio padre mi tramandò così come io ho fatto con i miei figli.”.
Ed è stato Orazio Garofalo a proseguire la tradizione in celluloide della sua famiglia: il videomaker ha infatti collezionato più di mille pellicole e nel suo piccolo laboratorio ha avviato un progetto di digitalizzazione filmica.
“La storia di questo cinema -ha detto Garofalo- prosegue a passo coi tempi: la sala sarà infatti attrezzata con le più moderne tecnologie sia a livello sonoro che visivo. Sarà una delle prime sale del meridione ad essere digitalizzata.”.
La serata si è conclusa con la proiezione di “Casablanca” in versione completamente restaurata.
Paride Leporace, intervistato nella trasmissione radiofonica “Hollywood Party” in onda su RadioTre ha voluto condividere la gioia per la riapertura del Santa Chiara in diretta nazionale.
La magia della settima arte continua ad esistere e a resistere: Rende ha di nuovo il suo cinema, il più antico della Calabria.

Tags: cinemaMannaRende
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