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    Maltempo Novembre 2015 - Ionica reggina fototagliata

    Tansi: “Evento di portata storica, ora attenti alle frane. Allarme discariche”

    di Marina Malara – Due sono le evidenze maggiori che emergono da un primo consuntivo istituzionale dopo la grave alluvione che ha colpito il territorio calabrese e soprattutto il reggino, qualche giorno fa. Uno: si è trattato di un evento eccezionale, di portata storica, paragonabile solo ai fatti avvenuti nel 1951, sia per la quantità di pioggia che per i danni subiti. Basti pensare che in poche ore abbiamo avuto precipitazioni equivalenti a quelle di mezza annata. Due: ora il vero problema è monitorare ed eventualmente prevenire gli smottamenti e le frane del terreno pieno di acqua che tende inevitabilmente a spingere verso il basso. Il geologo del Cnr Carlo Tansi,  nominato da pochissimo dirigente della protezione civile calabrese, appena insediato ha affrontato subito un ‘emergenza non da poco. Anche lui è seduto al tavolo durante la conferenza stampa indetta dal Prefetto di Reggio Calabria per fare il punto sulla situazione. Ed proprio lui a fare queste due valutazioni che danno un quadro chiaro del disastro e che ci fanno comprendere che non è tutto passato. Il pericolo infatti non è finito. Sono già iniziati, ha detto Tansi, i movimenti dei versanti per il cui monitoraggio è stata attivata una task force di oltre 30 persone provenienti dal CNR, dall’Autorità di Bacino e dal mondo universitario. Da lunedì si inizierà a fare la ricognizione del danno. Ma esiste anche un grosso problema con le discariche. Le frane infatti hanno causato problemi a tre siti di raccolta dei rifiuti che versano in situazioni precarie. Il primo è quello di Casignana dove si è verificato lo smottamento della strada d’accesso con possibile fuga percolato. Il secondo è quello di  Sambatello che, trovandosi in posizione rialzata rispetto al territorio,  grava sui pozzi di acqua potabile della Fiumara del Gallico. Infine vi è il sito di Platì dove vi sono danni ingenti, ma ancora da verificare. Il problema non riguarda solo il potenziale mancato conferimento dei rifiuti ma soprattutto la possibilità che il percolato, prodotto e reso maggiormente liquido dalle piogge, possa infiltrarsi nelle falde acquifere e nei pozzi, inquinando l’acqua.  “Stiamo facendo rilievi a campione, ha detto Tansi, ma possiamo escludere criticità solo sulla discarica di Sambatello”.

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